


Il Commissario Miceli è quasi pronto ad assaporare l’agognata pensione quando gli si presenta, suo malgrado, l’ennesimo caso spinoso da risolvere. Un anonimo, in una lettera assemblata con lettere ritagliate dal Corriere della Sera, gli preannuncia le sue future intenzioni criminali: uccidere Labruna. Scettico di fronte al fatto che un’eventualità del genere possa verosimilmente trasformarsi in realtà, Miceli si convince che si tratti dell’atto del solito mitomane. Invece si ritrova invischiato in una serie premeditata e precisa di delitti, tutti maturati con la stessa modalità: due colpi di pistola con silenziatore. Diventa quindi importante comprendere chi sarà il Labruna “prescelto” tra tutti coloro presenti sull’elenco del telefono. Il grande dispiegamento di forze non riesce ad ostacolare il piano dell’assassino, che raggiunge il suo scopo. L’esperto commissario Miceli però è anche questa volta consigliato dal zelante ex magistrato Petri, che seguendo un’intuizione geniale, gli fa notare che le tre vittime presentano una bizzarra assonanza nei loro cognomi: Labruna, Lobianco e infine Larossa. Proprio quest’ultimo cognome li condurrà alla pista giusta per trovare il nesso che lega i casi: sono tutti dettati dal desiderio di vendicarsi dell'assassino. Che si rivelerà essere una vecchia conoscenza...
Gianni Simoni sa bene di cosa parla quanso scrive i suoi libri: per molti anni come magistrato ha frequentato commissariati e corti di giustizia, anche di un certo “peso”, conducendo inchieste importanti tra cui quelle legate al caso Sindona o all’omicidio Ambrosoli. E questa familiarità con certi ambienti lo porta spesso a dilungarsi su dettagli ritenuti preziosi ma che hanno purtroppo lo svantaggio di rallentare un po’ la lettura, che all’inizio, quindi, sembra partire con fatica, diventando poi però sempre più avvincente. La narrazione dell’indagine va di pari passo con il racconto della vicenda personale, malata e di conseguenza sgradevole del serial killer, un essere dal profilo multiforme e difficilmente rappresentabile, come capita spesso anche nella realtà. In cui un appassionato di giardinaggio, benestante, meticoloso e poco incline ai rapporti di vicinato può nascondere nella sua apparentemente rispettabile dimora una stanza piena di orrore, in cui sfogare la sua natura disturbata soprattutto verso coloro che non possono difendersi. Un giallo attuale che si conclude con un finale (in parte) inaspettato.