El Gaucho
El Gaucho è il secondo - e purtroppo ultimo - frutto della collaborazione fra due dei più grandi autori di fumetti italiani di sempre, ossia Hugo Pratt (testi) e Milo Manara (disegni). Originariamente pubblicata a puntate sulla compianta rivista Il Grifo tra il 1991 e il 1994, a distanza di otto anni da quel Tutto cominciò con un'estate indiana che ancora oggi è annoverato tra i migliori prodotti dei due maestri, questo romanzo a fumetti rispecchia ancora una volta il grande interesse di Pratt per la storia dell'America, in particolar modo per le vicende riguardanti la colonizzazione del continente americano, passione nata in gioventù grazie alla lettura di romanzieri come James Fenimore Cooper (L'ultimo dei Mohicani) e James Oliver Curwood (autore di The grizzly king, romanzo che ispirò a Jean-Jacques Annaud il film “L'orso”). Tuttavia, rispetto al capolavoro realizzato insieme nel 1983, in El Gaucho l'ambientazione si sposta dal XVII secolo delle prime colonie puritane nel New England (come ne La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, altra grande fonte di ispirazione per Pratt) all'Argentina di inizio ottocento. In questa sceneggiatura narrata in flashback dall'ormai centenario protagonista, Pratt è riuscito quindi a coniugare la propria passione per la storia coloniale americana e gli scontri di civiltà con un omaggio alla nazione in cui ottenne i suoi primi successi come disegnatore: dapprima con le avventure dell'eroe mascherato Asso di Picche (realizzato in Italia su testi di Mauro Faustinelli ed Alberto Ongaro ed esportato in Argentina con grande successo) e poi con i fumetti Sgt. Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga, ideati assieme a uno sceneggiatore del calibro di Héctor G. Oesterheld (l'indimenticato sceneggiatore de L'Eternauta) durante i tredici anni passati a Buenos Aires. El Gaucho, pur non raggiungendo forse la perfezione di Un'estate indiana, rimane senza dubbio un prodotto di altissimo livello cui la pregevole ristampa curata dalla Lizard rende adeguato tributo anche grazie all'inserimento, nell'introduzione al volume, di alcune pagine della sceneggiatura originale. Il lettore ha così la possibilità di osservare lo scrupoloso metodo di lavoro di Hugo Pratt, che anche in veste di autore non rinuncia del tutto al ruolo di disegnatore, impartendo precise indicazioni a Manara riguardo la disposizione di alcune tavole. Milo Manara recepisce al meglio i suggerimenti dell'amico-maestro, offrendo qui una delle sue prove migliori, in un contesto peraltro abbastanza lontano dai nudi femminili a cui viene di sovente associato, qui presenti fugacemente e sempre in funzione delle vicende narrate.
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