Biribi
Il termine Biribi può far pensare a una stupida filastrocca o una formula magica, ma a pronunciarlo nessun mago farà comparire un coniglio dal proprio cilindro. Per decenni i soldati francesi inviati a colonizzare il Nord Africa e il Medio Oriente erano disgustati ed impauriti al sol pensiero di finire in una di queste compagnie: le Biribi erano truppe speciali, i soldati che contravvenivano a qualche stupido comandamento del codice penale venivano inviati in avamposti spettrali a finire ciò che rimaneva della loro leva. Cosa accadrebbe se il giovane Holden si fondesse con il conte di Montecristo? Di sicuro ne uscirebbe fuori un mezzo farabutto, un giovane sfaccendato che non sa cosa farne della vita. Questo è il ritratto del protagonista del romanzo, nonché dell’autore. Biribi è un romanzo autobiografico e all’epoca della sua prima edizione fu considerato scandaloso, tanto che tutte le copie del libro furono distrutte, il governo francese non poteva ammettere di riservare un trattamento così “speciale” ai suoi soldati. Uomini che venivano maltrattati, costretti a correre per quaranta chilometri di seguito senza un goccio d’acqua, che non avevano abiti estivi ed erano costretti ad indossare lisi pastrani grigi, che sudavano e non potevano lavarsi. Le razioni alimentari erano ridotte all’osso e nei tre anni di leva la loro paga veniva intascata dai sergenti. Biribi lascia qualcosa dentro, un macigno bollonte, la gola secca, le dita tremolanti. È duro pensare che questa sia una storia vera, che ragazzi appena ventenni venissero trattati così da loro coetanei, che gli ufficiali fossero così ciechi, sordi o stupidi da non ascoltare le loro minime richieste. Froissard/Darien riesce a superare tutto questo, finisce i suoi due anni di detenzione nelle compagnie disciplinari e ritorna a Parigi, metterà per iscritto le sue fresche esperienze e ne uscirà questo romanzo, una poderosa invettiva contro il suo governo, la stupidità degli alti ufficiali e l’ignominia che dovevano sopportare i soldati semplici. A Parigi vivrà di espedienti, tra ladri e prostitute (scriverà un altro libro di successo, Il Ladro, proprio grazie a queste esperienze borderline), e si porterà per sempre dentro il fardello astioso di quegli anni di prigionia.
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