Rue de l'Odéon

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Rue de l'Odéon
Parigi, 1915. Adrienne Monnier, ventitre anni, segretaria nella redazione della rivista Annales, ha uno “strano” sogno nel cassetto, fatto di parole stampate e copertine rigide: diventare libraia sulla rive gauche. La fortuna mostra il volto nella tragedia: dopo una grande catastrofe ferroviaria a Melun, il signor Monnier, un’anca lussata e una profonda ferita alla testa, dona alla figlia la grossa indennità ricevuta. Nasce così “La Maison des Amis des Livres”, in Rue de l'Odéon 7, che una ragazza bionda e piena di vitalità amante dei libri e senza alcuna esperienza del commercio, riesce a far divenire punto d'incontro per chi già era, o sarebbe presto diventato, un grande nome della letteratura: Artaud, Gide, Cocteau. Attraversando più di trent'anni di Storia e storie, la libreria diviene fabbrica di idee ed iniziative, ospitando letture come concerti, divenendo marchio editoriale per la pubblicazione di riviste e romanzi: tutto vorticando attorno ad Adrienne, costretta nel 1951 a cedere il suo sogno di carta ed intensificando l'attività giornalistica. Continuando comunque ad essere un punto di riferimento per generazioni di lettori, scrittori, librai: per chi ancora crede nella libera circolazione di idee, saperi, conoscenze... 
Rue de l'Odéon è un vivace, brioso testamento umano e “professionale” lasciatoci da chi non immaginava certo di diventare un mito vendendo libri. In questa raccolta di memorie pubbliche e private, Adrianne Monnier racconta trent'anni spesi al servizio della letteratura, mentre oltre le porte del negozio infuriano due guerre mondiali e i primi movimenti femministi iniziano a farsi largo in un mondo ideato da e per uomini. Rue de l'Odéon raccoglie in un solo volume vari scritti della Monnier, pensati e pubblicati in occasioni diverse, per ricostruire il cammino di una ragazza intraprendente, poi donna carismatica, alle prese con gioie e dolori di un'esistenza da libraia, circondata da intellettuali, scrittori, artisti, capace di accogliere e trattare con pari dignità “mostri sacri” e lettori indecisi. Quello che ne viene fuori è un gioco di intrecci costruito su creatività e passione, il ritratto di un'età di grande fermento culturale di cui Adrienne, insieme a Silvia Beach, proprietaria della libreria Shakespeare & Co., fu artefice e protagonista. Senza spocchia ed ostentazione: neppure quando alla “Maison des Amis des Livres” capitarono uno sconosciuto di nome Joyce, o un tizio in maniche di camicia chiamato Hemingway.