Le piume di Vurt

Le piume di Vurt
"Un ragazzo si mette in bocca una piuma…" In un imprecisato futuro, in una Manchester violenta nella quale il progresso ha trasformato quasi tutti gli esseri viventi in strani incroci, una banda di ragazzi, gli Stash Rider, vive alla ricerca di emozioni. La loro unica soddisfazione è data da una droga artificiale, celata in bellissime piume colorate. A ogni colore corrisponde un viaggio fantastico. Basta infilarsene una in bocca e subito si entra nel mondo di Vurt. Un mondo paradisiaco dal quale difficilmente si riesce a tornare. Per questo, la regola fondamentale è non viaggiare mai da soli. Le piume si condividono. Da svegli si sa bene che i sogni esistono. Nei sogni si è convinti di trovarsi nella realtà. È lo stesso nel Vurt. Nel mondo reale si sa che il Vurt esiste. Nel Vurt si è convinti che quella sia la realtà. Quando si esce dal Vurt, si lascia sempre qualcosa … e si ritorna con qualcos’altro: uno scambio, insomma, che deve per forza generare un equilibrio. Un equilibrio tra la realtà e il sogno. Scribble, giovane membro della banda, ha violato tutte le regole del Vurt. Per questo motivo è alla ricerca dell’unica piuma difficilmente disponibile. Una Vudu inglese, che ha quasi ucciso e intrappolato nel Vurt la sorella Desdemona - per la quale prova un amore incestuoso. Per fare lo scambio e riprendersi la sorella, Scribble porta con sé sempre la Cosa-dallo-Spazio-Interstellare, una sorta di essere gelatinoso. Ma un giorno la Cosa viene uccisa e si resta senza merce di scambio. O forse no …
La voce del Gatto Matto, personaggio affascinante e falso perbenista, accompagna con ironia le vicende che si alternano tra ombre-pol, umani, robot, fantasmi, sogni-serpenti, uomini-cane e tante altre creature affascinanti. Una fiaba. A volte cattiva, dura, altre dolce e ricca di sentimento e di qualche infido moralismo. Paragonato ad Alice nel paese delle meraviglie per i diversi 'salti' che compiono i protagonisti, Le piume di Vurt è un libro che sa regalare emozioni. Jeff Noon, cantante punk e commediografo, dimostra di avere talento anche come scrittore e riesce a catturare l'attenzione del lettore fin dalle prime pagine. Non pochi hanno avanzato l'ipotesi che lo stesso Noon abbia scritto l’intero libro sotto l’effetto di qualche droga, ma è solo un’ipotesi, appunto. L’unica certezza che si può avere mentre si legge il libro è la sensazione di partecipare con gli Stash Rider alla ricerca delle piume e di Desdemona, e di innamorarsi di loro pagina dopo pagina. È un libro che commuove. È un testo che si può amare o odiare per i termini a volte troppo espliciti. Inoltre il perbenismo a cui siamo ormai allineati ci fa scandalizzare al pensiero che Scribble possa amare così profondamente la sorella Desdemona. Possa amarla e cercare a tutti i costi di salvarla. Nelle pagine che scorrono tra inseguimenti e personaggi che si perdono, si ha sempre l’idea di vivere in un mondo parallelo, una sorta di Matrix. Ti fa riflettere la strana 'miscela' di forme di vita. Ti fa riflettere il futuro che viene descritto nella trama. Finiremo veramente a vivere sempre alla ricerca di qualcosa che non esiste se non nei nostri sogni? In fondo, l’imprecisato futuro di cui tanto si parla nel libro lo si può vivere frequentando alcuni quartieri delle grandi città di oggi. Quartieri abbandonati, sporchi, dove la droga la fa da padrona e dove la notte è più pericolosa del far west. Dove rischi di morire per un euro. Dove forse è meglio la morte che l’inferno in terra che è la quotidianità. Secondo il libro tutto deve essere in equilibrio, ma ovviamente un equilibrio non c’è, dato che la storia si riverbera in tante piccole storie diverse. Scribble sembra essere la povera vittima di tutto il sistema. Quello che combatte per amore. Ma nello stesso tempo è anche il carnefice, perché la droga lo fa sfuggire alle proprie responsabilità, credenze, regole sociali ed etiche, alla ricerca di un mondo fatto di finto piacere e soddisfazione che poi lascia un vuoto ancora più grave, ché le illusioni quando si dissolvono fanno tremare e urlare dal dolore. "Un ragazzo si toglie la piuma di bocca…".

 

 

 

 
 
 
 
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