Juan Solo

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
tre
Juan Solo
Nella città sudamericana di Huatulco scocca la mezzanotte, e con essa arriva anche un severissimo coprifuoco: soldati armati prima minacciano e poi sventagliano con i mitra i pochi passanti che si sono attardati per le strade. Tra di loro Mezzolitro, un bizzarro travestito nano che - scacciato da una chiesa nella quale voleva rifugiarsi per sfuggire alle raffiche - è costretto a comprare la clemenza dei soldati offrendo loro del sesso gratis. L'entrata in scena di un'automobile carica di ubriachi fa distrarre i soldati, e Mezzolitro ne approfitta per rubare a quello che stava sollazzando con una fellatio una pistola. Un regalo ancora più grande aspetta il nano giunto alla sua baracca: un neonato abbandonato in un bidone, che intenerisce Mezzolitro perché anche lui a suo modo è deforme, dato che sfoggia una piccola coda tra le natiche. Gli anni passano, e Juanito è cresciuto a forza di latte di cane e rudezze da parte del suo strano genitore adottivo: quando un giorno una banda di teppisti deruba Mezzolitro e lo pesta a morte, il ragazzino si ritrova solo. Solo, tranne che per la sua coda e soprattutto la sua pistola, che lo fa diventare il leader dei ragazzini delle strade del suo barrio. Ragazzini che si fanno presto giovani uomini, anzi giovani delinquenti dediti a stupri, pestaggi, rapine, racket, spaccio di droga – predatori senza scrupoli e senza freni. Ma Juanito non si accontenta, e vuol fare il salto di qualità, diventando la guardia del corpo del Primo ministro: per far questo ha bisogno di un'idea. E l'idea che gli viene è geniale, ma davvero spietata, perché presuppone la morte dei suoi compagni...
Apologo sociale e politico travestito da noir ultraviolento, la miniserie Juan Solo - Premio Alph’Art al Festival International de la Bande Dessinée d'Angoulême nel 1996 - viene qui riproposta in uno splendido volume unico. La storia del bellissimo reietto con la coda che dopo una vita di morte e degrado dà la scalata alla santità è davvero paradigmatica della poetica e del pensiero di Jodorowsky, e riecheggia con più di una citazione i suoi lavori più celebri, anche in campo cinematografico (basti pensare al tema della deformità fisica associata alla sensualità: il nano che si prostituisce, la coda di Juanito che diventa oggetto erotico, la moglie ninfomane del Primo ministro). Georges Bess, braccio armato (di matita) delle trame visionarie di Jodorowsky per molti anni, qui sfodera una prestazione maiuscola: ritmo, dinamismo, pathos a fiumi danno corpo a un plot di quelli duri, nel quale violenza ed erotismo si alternano senza soluzione di continuità.