L'ipotetica assenza delle ombre

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
voto
L'ipotetica assenza delle ombre
Bologna. Marco è un giovane scrittore in crisi creativa, con alcuni buoni romanzi alle spalle ma con l’incognita di una nuova storia che resta ancora un fantasma, ormai quasi rassegnato a sacrificare l’arte della scrittura per la stesura di articoli per un giornale che, nonostante tutto, gli dà da vivere. In una serata particolarmente cupa e buia, col nero delle nuvole che sembra scendere come inchiostro sui muri dei palazzi, Marco riceve un insolito messaggio da un notaio di Ravenna, che lo informa di essere stato designato da un misterioso signor Newman, pittore e scultore da poco scomparso, quale destinatario di una casa. L’abitazione di campagna è ricca di statue e quadri inquietanti e Marco ne resta affascinato e soggiogato nel tentativo di scoprire il vero motivo di questo lascito inusuale. All’interno, scoprirà ancora più misteriose e sinistre confessioni, vergate di proprio pugno dal signor Newman, che riveleranno una storia terribile e crudele, mentre nella vita di Marco entrano ed escono altri personaggi legati alla sua esistenza quotidiana. Bea, un’attraente vicina di casa, Andrea, cognato e marito di Anna - la sorella di Marco scomparsa da quattro anni a causa di un incidente stradale - ed Antonio, un uomo dall’aria strana e legato allo scomparso signor Newman da un’amicizia ambigua. Più le confessioni del anziano artista defunto vengono alla luce e più Marco attraversa ombre e spazi bui veri ed immaginari, entrando in una spirale che lo porterà ad un finale ricco di colpi di scena, tra stanze segrete e sussurri nel buio…
La trama di questo libro, fitta ed articolata, segue un assioma costante relativo alla possibilità che, all’interno di un sistema finito, una combinazione possa ripetersi infinite volte. Ovvero le ombre che inquietano il protagonista sembrano ricostruire un modello già visto in precedenza e che Marco scopre un brandello alla volta all’interno della casa, portandosi fino ai bordi di un baratro pericoloso e funesto. I personaggi, trovata una collocazione, vengono subito disarcionati come se stessero in sella ad un cavallo imbizzarrito. Non c’è respiro per nessuno di loro, né per i vivi né tantomeno per i morti, che ritornano alla ribalta nei momenti più imprevedibili e strani. La casa di campagna, il lascito imprevisto, è il fulcro di un’energia negativa che attira a sé tutti gli incubi e i sensi di colpa dei suoi abitanti. Tra muro e carta da parati si cela un mistero da svelare e qualsiasi sorte sembri segnata subirà invece nuove e sinistre deviazioni durante la lettura. La carne al fuoco è davvero tanta, sarebbe stato bello approfondire ulteriormente e scavare ancora, indagando magari di più sul profilo di alcuni personaggi, dato che ormai il lavoro era iniziato, e poi c’è qualche cosa di leggermente eccessivo nei metodi narrativi, sebbene la storia sia stata davvero ben pensata e calcolata e misurata a dovere. Le ossessioni sono un terreno fertile per far crescere personaggi buoni o malvagi, i fantasmi e le ombre di un passato oscuro sono una trappola efficace da sfruttare a dovere. E questo libro racconta di una metamorfosi mostruosa, condannando ancora una volta la povera razza degli scrittori ad essere vittime della loro stessa arte, prima delizia e poi croce.