Diari di guerra e di pace

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Diari di guerra e di pace
Virginia Woolf vi raccolse i pensieri maturati a cavallo tra due guerre, frutto di un pacifismo disilluso. Il suo diario fu dialogo intimo in cui riversare la precaria quotidianità di cattive notizie, imprimendovi le fisionomie dei "grandi", e l'intenzione di continuare a lavorare, anche durante il tempo buio dei conflitti, per non perdere la propria individualità. L'eco della morte giunge dalle pagine di Maria Massariello Arata, deportata a Ravensbrück: Il ponte dei corvi, pubblicato nel 1975, diviene diario "involontario" per l'andamento cronologico del racconto, e per la scrupolosità con cui la Massariello fa seguire, agli eventi vissuti, la narrazione degli stessi, assolvendo così al compito di traghettare l'innominabile oltre i recinti di filo spinato posti al servizio dell'oblio. La poesia come racconto del presente imminente, contro l'incerto futuro: versi che del diario hanno il costante riferimento alla realtà giornaliera, di vitale importanza per un esiliato. La poetessa bosniaca-croata Jozefina Dautbegović, destinata a spostarsi fin da giovanissima alla ricerca di "una" patria, sceglie di utilizzare i versi per ancorare il proprio io ad un tempo ed uno spazio precisi, capaci di restituirle un impossibile senso di vicinanza alle proprie radici...
Saggi dedicati all'arte del diario, che dal privato sfocia nel pubblico e dal singolo, penna inconsapevole, passa alla collettività diventando luogo simbolico di incontro. I Diari di guerra e di pace a cura di Bianca Tarozzi costituiscono un accurato lavoro di studio e raccordo su un tipo di scrittura percepita dai più come "minore", legata al tempo presente, al "qui" e "ora" di data e luogo specifici, ad un'intimità senza richiami per gli estranei. Raccogliendo nomi celebri ed illustri sconosciuti, il libro mostra le infinite, importanti sfaccettature di una narrazione mossa dall'istinto primario di raccontare, per fermare su carta la realtà e le riflessioni da essa nate: stile, motivazione, finalità, non c'è nulla che assomigli a qualcosa di già letto, sia che si tratti del diario di un confederato raccolto durante la Guerra civile americana, dell'agenda giornaliera o della cronaca di un amore, quello tra Percy Bysshe e Mary Shelley. Un lavoro dettagliato in cui la Tarozzi, così come gli autori coinvolti, dimostra piena padronanza della materia trattata: poco adatto, però, per chi, non avendo un'abituale rapporto con la lettura, ne ha ancor meno con il saggio, per il quale impegno e concentrazione sono elementi imprescindibili.