3012

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Antalo nasce nel 2988 a Fellinia (metropoli che ingloba le città del divertimento estivo romagnolo) da un medico e da una casalinga. Il mondo in cui vive il protagonista si nutre di jella, “un’energia grezza dalla mente dell’uomo” scoperta a Nuovanapoli, che viene concentrata nella città di Energia. Dopo una misteriosa adolescenza, il profeta si avvicina all’arte della poesia, lasciata ben presto per l’amore della bella Doppiovu Rosso Sette, donna malvagia che lo conduce nella città di Energia e che lo imprigiona nelle sale operatorie del dottor Wu, una specie di Frankestein che cerca una ricetta per l’immortalità. Scappato dagli esperimenti dello scienziato pazzo, il giovane si cerca una nuova identità sotto la protezione di Regolo, trascorrendo qualche tempo nel sottosuolo di Energia. Lì Antalo diventa Toto Esposito. Sconsolato per la degradazione del mondo in cui vive, ritrova il suo amore per la poesia e tenta il concorso al Ministero della Cultura per diventare scrittore ed entrare ad abitare in una città d’arte. Al concorso verrà bocciato, ma incontrera la bella Domenica Di Maggio...
Una serie scoppiettante di vicende si susseguono parallelamente alla vita del profeta immaginato da Sebastiano Vassalli (l'espediente narrativo utilizzato è quello classico ma sempre suggestivo del manoscritto ritrovato dall’autore). L’universo in cui vive il nuovo profeta del millennio eredita le peggiori magagne dei millenni precedenti e si maschera da nuovo mondo ecologico post-nucleare che a tratti si accosta alle visioni comiche di Benni e al gusto del trash post-moderno molto caro a Vassalli. L’opera inizia bene, con un barocchismo settecentesco à la Defoe (vedi ad esempio i riassunti all’inizio di ogni capitolo e il tono distaccato del narratore), ma alla lunga non 'tiene' e la tensione inevitabilmente scende. L’insistere sul grottesco può compiacere il fan dello scrittore ligure, ma per il lettore occasionale l’accostamento di situazioni bizzarre risulta alle volte un po’ troppo pedante, quasi come se si volesse forzare la risata amara. Un esperimento riuscito a metà che non bissa il successo de La Chimera.