Le mani in faccia

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Le mani in faccia
Claudio Pedretti è un giovane studente di terza superiore che frequenta Ragioneria in una scuola di Bologna e, tra intervalli passati mangiando bomboloni alla crema e finti pomeriggi di studio in casa di amici, sta cercando ci capire che cosa sia l’amore: è forse quella sensazione sciocca che lo spinge a dondolarsi all’indietro sulla sedia durante le lezioni per scorgere il seno della compagna Elena? O è piuttosto quella vorace frenesia di sentimenti centrifughi e incomprensibili che, durante una gita a Parigi, lo smuove sino alla soglia della stanza della giovane e bionda insegnate di Economia e, una volta entrato, lo costringere a chinarsi su quelle bianche e candide cosce raccolte sopra il materasso? La signora Pedretti è una dolce donna sulla quarantina che gestisce una sartoria non molto lontana dal centro. Un pomeriggio, tornato da scuola, Claudio passa dal negozio come ogni giorno ma, seduto al tavolo dove svolge i suoi compiti, viene attratto da una fotografia della città di New York appesa al muro del camerino di prova. Rimossa la cornice dalla parete, Claudio scoprirà un nuovo e stuzzicante dettaglio, decisamente più interessante rispetto a quello scatto metropolitano in bianco e nero: qualcuno - con comprovata astuzia e diligenza -  ha praticato un foro quasi impercettibile che consente di mettere gli occhi su sederi foderati al nylon e pizzi da signora, una vera delizia per un giovane alle soglie dell’adolescenza. Ma quel piacevole diversivo si trasformerà presto in disgrazia, causando la separazione della famiglia Pedretti…
Torna a trovarci Luca Martini, che dopo La geometria degli inganni propone questo Le mani in faccia, una raccolta di racconti che a differenza della precedente si contraddistingue per la continuità tematica degli episodi che compongono la narrazione. In questo testo, infatti, tutti i racconti sono accomunati da un protagonista ritratto nei diversi periodi della sua vita: dapprima è un bambino alle prese con difficoltà familiari, poi lo scopriamo adolescente impegnato a soppesare il valore dell’amore, ed infine lo ritroviamo adulto e occupato a risolvere una vita non troppo facile da gestire. Lo stile che contraddistingue la narrazione è in linea con i componimenti precedenti di Martini: volutamente scarno, sempre diretto, semplice e in prima persona, tanto vicino al lettore da farlo cadere all’interno delle vicende narrate, favorendone l’immedesimazione. A colpire è soprattutto questa forma ibrida di racconto che trova forse la sua giusta definizione in una categoria narrativa ancora poco esplorata, quella del “romanzo episodico” che da un lato delinea al centro della scena sempre il medesimo personaggio - in questo caso si tratta di Claudio Pedretti - ma dall’altro ha la libertà di presentare i capitoli come episodi singoli, separati, che non seguono necessariamente un ordine e non hanno continuità tematica tra loro. Apprezziamo dunque l’azzardo, la novità e la forza innovativa del testo, che segna certamente una maturazione dell’autore, augurandoci che il prossimo libro possa portare con sé nuovi e piacevoli stravolgimenti.