Le mani in faccia
Torna a trovarci Luca Martini, che dopo La geometria degli inganni propone questo Le mani in faccia, una raccolta di racconti che a differenza della precedente si contraddistingue per la continuità tematica degli episodi che compongono la narrazione. In questo testo, infatti, tutti i racconti sono accomunati da un protagonista ritratto nei diversi periodi della sua vita: dapprima è un bambino alle prese con difficoltà familiari, poi lo scopriamo adolescente impegnato a soppesare il valore dell’amore, ed infine lo ritroviamo adulto e occupato a risolvere una vita non troppo facile da gestire. Lo stile che contraddistingue la narrazione è in linea con i componimenti precedenti di Martini: volutamente scarno, sempre diretto, semplice e in prima persona, tanto vicino al lettore da farlo cadere all’interno delle vicende narrate, favorendone l’immedesimazione. A colpire è soprattutto questa forma ibrida di racconto che trova forse la sua giusta definizione in una categoria narrativa ancora poco esplorata, quella del “romanzo episodico” che da un lato delinea al centro della scena sempre il medesimo personaggio - in questo caso si tratta di Claudio Pedretti - ma dall’altro ha la libertà di presentare i capitoli come episodi singoli, separati, che non seguono necessariamente un ordine e non hanno continuità tematica tra loro. Apprezziamo dunque l’azzardo, la novità e la forza innovativa del testo, che segna certamente una maturazione dell’autore, augurandoci che il prossimo libro possa portare con sé nuovi e piacevoli stravolgimenti.
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