Etichette
1929. Un giovanissimo Evelyn Waugh lascia la sua torpida e fredda Inghilterra e parte per un lungo viaggio, destinazione molto ipotetica la Russia: in valigia qualche vestito e Il tramonto dell'Occidente di Edward Spengler. La prima tappa è Parigi, dove Waugh assapora una vivace vita notturna e viene scambiato per suo fratello da una fervida e bellissima ammiratrice; poi tocca a Montecarlo, col suo freddo luccichìo e il Casinò; poi lo scrittore inglese si imbarca sulla nave Stella Polaris, proveniente da Barcellona e diretta a Costantinopoli: la prima tappa della crociera è Napoli, affollata di ruffiani, prostitute e chiese. Qui Waugh si imbatte in mummie, fa escursioni sul Vesuvio, si annoia...
Evelyn Waugh, ironia e sarcasmo fatta letteratura. Ma anche una infinita voglia di viaggiare. E coloratissimi diari per raccontarla. Come questo, il primo, che decise di intitolare Etichette perché i luoghi in esso descritti "erano già stati etichettati da tutti". Il che naturalmente non impedì al talentuoso scrittore inglese di raccontarli da una prospettiva diversa: in questo tour del Mediterraneo, i paesaggi, le culture, i volti si illuminano di una luce nuova sotto lo sguardo pungente di un gentleman raffinato e riflessivo, anticonformista ma non troppo. An englishman in.

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