La nostra prima volta
“Amo gli adolescenti perché tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta”. Questa frase di Jim Morrison – il Re lucertola poeta e frontman dei Doors, band cult degli anni ‘70 - posta non a caso come introduzione del libro, spalanca le pagine di un romanzo “fresco” e attuale, che libera l’abusato tema dell’amore adolescenziale dalla fastidiosa, e sinceramente banalizzante, patina “mocciosa”. La scrittrice torinese Sabrina Rondinelli – alla sua seconda prova letteraria dopo Camminare, correre, volare del 2008 – si cimenta nell’ardua impresa di spiegare il sesso ad una giovane generazione, che a giudicare dai vari sondaggi, è sempre più impreparata sull’argomento. Una storia zeppa di personaggi “tipo” (il romantico, la sostenuta, il rimorchione, il figo) tutta scandita dagli ondivaghi moti di ormoni, e umori, adolescenziali. L’autrice riproduce in modo molto veritiero le giornate dei ragazzi che si dividono tra scuola, computer, birrerie e qualche festa: il tutto riletto sempre all’insegna dei primi dubbi e delle prime pene d’amore che il web contribuisce a amplificare e “incasinare”. Situazioni, e sentimenti, destinati a far scattare l’immedesimazione nei più giovani ma che possono rivelarsi utili come piacevole ripasso anche per chi è entrato negli anta. L’amore è un moto dell’anima che fa sognare e sudare, che fa sperare e disperare, che fa conoscere gli abissi più cupi e i cieli più stellati: eppure (come scrive l’autrice nelle prime pagine) “secondo una ricerca scientifica l’amore è soltanto una formula chimica”. Sarà, ma in fondo siamo tutti pazzi per amore, per tutta la vita.
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