La mia Waterloo ventricolare
Roberto Di Egidio, abruzzese di nascita, pubblica per la seconda volta con la Neo. (un suo racconto - "Il centesimo rubato" - è stato pubblicato poco tempo fa nell’antologia E morirono tutti felici e contenti). L’autore divide la propria raccolta di poesie in tre sezioni ben delineate da sentimenti ed emozioni. Nella prima parte definisce i suoi poemi 'dei cefali', in quanto scrivere poesia è come andare a pesca di tali pesci: richiede calma, spirito di osservazione, valutazione delle circostanze e capacità di azione rapida. Versi come piccoli morsi, diretti e incessanti cullano il lettore come una vecchia nenia primordiale. La seconda parte invece è costituita da dediche scritte alla propria madre, a personaggi famosi che hanno arricchito il mondo della musica e del cinema, che hanno regalato sapientemente emozioni uniche al genere umano. Dediche nelle quali Roberto Di Egidio non eccede mai in toni mielosi e stucchevoli, ma conserva un carattere fiero e sincero. A chiudere il suo lavoro ci sono gli haiku: non uniformandosi alla metrica generalista l’autore crea versi liberi che però non rendono la dovuta forza a quanto scritto in precedenza, non riescono a sostenere l’architettura escheriana, ovvero quella giusta mistura di fantasia e realtà immobile.
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