Pancia di carta
La giornalista Alessia Fava esordisce con una raccolta poetica tutta dedicata al mondo femminile e alle sue mille, umorali e mutevoli, sfumature. In 46 componimenti l’autrice affronta tappe diverse della vita delle donne esplorando con delicatezza e sensibilità emozioni che si riconducono tutte al “ventre”: dal sangue - figura presente in molti dei componimenti - alla maternità, arrivando fino allo strazio della bulimia. L’autrice riesce a modulare versi lievi che all’occorrenza sanno trasformarsi, però, in macigni. Come nel caso di “Bimbi di Guerra” dove Alessia denuncia i conflitti voluti dalla smania dei potenti, che finiscono per distruggere soprattutto la spensieratezza dei più piccoli. Oppure in “Prigioniero dell’isola di Dawson” dove ripercorre gli orrori di un campo di prigionia cileno. Un esordio nel complesso gradevole e articolato in tre parti che rappresentano un percorso di timori, consapevolezza e riflessione virate di un rosa acceso. Anche se alcuni componimenti sono guidati da una ispirazione ingenuamente “acerba” – ma i lettori più giovani sapranno apprezzare questo stupore adolescenziale soprattutto legato all’amore – Alessia Fava si dimostra autrice sensibile e soprattutto pronta a condividere i suoi versi e le sue emozioni, donandoli con generosa sincerità, senza alcuna ombra di snobismo intellettuale. Accurata ed elegante la veste grafica che pone, in copertina e a scandire le tre parti del volume, ritratti delle aristocratiche ed enigmatiche donne del pittore francese Jean Auguste Dominique Ingres.
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