Sogni di cartone
Mauro Antonio Albrizio – di professione medico – si presenta al pubblico dei lettori con un testo privo della precarietà stilistica dell’esordiente. Gestendo con lucidità e con fermezza una narrazione che succhia con onestà anche i frutti peggiori della propria esistenza, espone i ritratti delle sue reiterate infedeltà, ammassa cumuli di intrecci passionali, racconta peripezie di lavoro. Il tutto con una sorta di ingenua sfacciataggine, quasi una confessione liberatoria condotta in prima persona, che fa leva sull’uso dissacratorio dell’ironia, ma anche su quello ruvido del disincanto. Perché il protagonista autobiografico di questo libro è a suo modo un personaggio tragico, estremamente vulnerabile alle seduzioni del fascino femminile, ma anche al tormento dei risvolti sentimentali. Il racconto scivola via con guizzante vivacità di scrittura, risultando avvincente dalla prima all’ultima pagina, tanto che si avverte come l’impressione di essere seduti in poltrona ad assistere a un evocativo monologo teatrale. E se l’autore non ha certo la presunzione di andare oltre l’obiettivo che si è posto, non rinuncia tuttavia a consegnarci la vitalità di un protagonista che non si lascia facilmente dimenticare.
acquista:

Isabella Rossellini vi consiglia: 



