Happy hour

Share this
due
Happy hour
La posizione in cui viene trovato il primo cadavere offre un forte ed evidente richiamo a un gessetto di Schiele, Donna distesa, con vestito giallo: il corpo bluastro dovuto all’ingestione di laudano, gli occhi sbarrati, l’estrema magrezza. La seconda vittima, invece, viene ritrovata nella posizione raccolta e “fetale” del Danae di Klimt, il volto appositamente truccato, con “due tondi pomelli rosa all’altezza degli zigomi”. Maria Dolores Vergani, ispettore di polizia, 40 anni appena compiuti e “ben portati”, non ha dubbi: si trova di fronte a un omicida seriale, che sceglie accuratamente le sue vittime per riprodurre nel momento della loro morte, in una estrema performance artistica, i quadri che preferisce. Accompagnata dall’amica Inga e dal fidato Achille Maria Funi, condurrà la sua indagine a partire dal luccicante ma contraffatto mondo degli aperitivi milanesi, per districarsi tra barman sudamericani e collezionisti morbosi di opere d’arte, truffaldine attività di copertura e smerci illegali di quadri, ragazze di buona famiglia e gioco d’azzardo...
Un thriller ben costruito, uno stile pulito, privo di superficiali eccentricità, personaggi a cui giureresti di poterti anche affezionare qualora la serie della fragile, umana, simpatica ispettrice Vergani proseguisse, così come ci ha abituati la migliore delle tradizioni delle serie televisive.