Quello che mi rimane

Quello che mi rimane
“Dopo aver arraffato tutto quello che c’è nelle vite, lo spargo ben bene sulla carta, perché queste sono le cose che ho vissuto”. Due fratelli e una bambinaia speciale, che li riempie d’amore quasi più che una madre. Un’altra famiglia e altri due fratelli, alle prese con il conflitto che nasce dalla differenza d’età. Un giovane combattuto tra la necessità di riconoscere finalmente la sua identità e la paura di far male alla ragazza che lo ama da sempre. Un anno perso a scuola per amore dello sport, la passione per la pista di atletica e la struggente malinconia che scatta dopo l’inevitabile abbandono. Un ritorno a casa dopo anni di lontananza, in un’estate che più torrida non si può, nel tentativo – forse – di ricucire vecchi strappi con le persone amate. La resa dei conti con il proprio orgoglio dopo la fine di una storia durata un pezzo di vita, o forse più che altro “una fetta di adolescenza”. La favola del signor Tempo e della sua Barba e dei loro sette figlioletti, i sette giorni della settimana. E quella, tanto triste quanto intensamente vera, dei bambini attorno al muro di Gaza. E poi, “la penna tra le mani e quello che ancora deve accadere da raccontare. Le cose che saranno. Quello che mi rimane”...
13 racconti per parlare del mondo dei giovanissimi, da bambini a poco più che ventenni, visto di volta in volta da una diversa angolatura: Carolina Crespi, giovane autrice già pluripremiata (ha vinto tra l’altro il Premio Grinzane Cavour nel 2005 con un racconto poi pubblicato su “La Stampa”) raccoglie in questo suo primo libro una serie di racconti scritti tra i 16 e i 20 anni. E’ la cronaca per tappe e temi di un percorso inevitabile, che ha a che fare con la delicatezza dei rapporti familiari, la difficoltà di ammettere chi si è realmente e l’urgenza di verità, che a volte trova sfogo solo sulla pagina. La scrittura di Carolina è lineare, fresca e non cede alla tentazione di essere autoreferenziale, in linea con lo stile dell’autrice, che non si parla addosso e racconta situazioni comuni a molti mantenendo efficacia, spontaneità ed originalità. Milano è l’ambientazione più frequente, ma non mancano tentativi godibilissimi di sperimentare il racconto di dimensioni “altre”, come quella fiabesca e surreale del racconto sul Signor Tempo, che riecheggia Pennac e Stefano Benni. A fare da colonna sonora ai giovani protagonisti dei racconti di Carolina, tanta musica, dai Beatsteaks ai Korn, dai Tre allegri ragazzi morti ai Deftones. Carolina si muove con piena consapevolezza nella forma racconto, utilizzando il soliloquio quanto i dialoghi, descrivendo quanto narrando. Scatti di vita, felice e dolorosa, semplicemente quello che rimane. A Carolina come a tutti noi.

 

 

 

 
 
 
 
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