La porta del diavolo
Il secondo romanzo dello scrittore Francese Frédéric Richaud giunge atteso, dopo il consenso unanime tributato alla sua prova d’esordio Signor giardiniere. La scelta di situare il romanzo nell’ambiente rurale dell’immediato primo dopoguerra e di dotarsi di una prosa intensa e ricca di venature poetiche mostra anche questa volta il coraggio di un autore che sceglie strade nuove rispetto a quelle normalmente percorse. E il talento si conferma appieno. La storia si svolge nelle campagne della Provenza, dove s’incrociano le vicende dei quattro personaggi principali: Michel, il cui intento di rimpiazzare il fratello maggiore nella conduzione della fattoria e nel cuore della moglie si traduce in un cinico e rozzo esercizio del potere su quanti gli gravitano intorno; Lucie che decide di lasciarsi logorare dalla nostalgia del primo marito; sua figlia Marie, ragazza dal temperamento malinconico e sognante che vorrebbe evadere dall’ambiente di provincia; Bastien, un misterioso forestiero giunto dalla città, che con i suoi racconti ravviva i sogni frustrati di Marie. Tra i due nasce un’appassionante storia d’amore, che li costringerà a scontrarsi contro Michel o più semplicemente contro il proprio destino. Un romanzo di quelli che si accarezzano ogni volta che li si apre per riprenderne la lettura, posto che non lo si abbia divorato in un unico respiro.
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