Desiderio e lontananza

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
due
voto
Desiderio e lontananza
L'America di Willa Cather, primi anni Venti, fu semplice e schietta come l'esistenza nelle sconfinate praterie battute dai venti. La scrittura piana, chiara, ordinata, seppe parlare e farsi ascoltare dagli uomini ad essa contemporanei: e lei, Willa, non fu mai autrice da salotti letterari dove di letteratura si sapeva ben poco, piuttosto una self made woman venuta dal Nebraska, che nessun problema aveva a dire della propria "ignoranza beota". Robert Louis Stevenson scrisse il più famoso romanzo sul doppio in un paradiso di mare e cielo, l'isola di Opulu, nelle Samoa: vi si stabilì dopo un frenetico vagabondare per il mondo (molto più grande di quello che "possediamo" noi oggi), dall'Europa alla California, e lì fu ribattezzato dagli indigeni del luogo Tusitala, "il narratore". Un narratore capace di nascondere una storia d'amore nella terribile lotta del Dottor Jekyll contro Mr. Hyde. Infine uno scrittore, Daniel Defoe, che dopo aver messo in scena la nuova vita da naufrago di Robinson Crusoe, riuscì a dare voce e corpo ad una donna la cui storia apparve scandalosa ed irriverente nella sempre aristocratca Londra: una città che, in realtà, nelle parole dello scrittore, con le sue perversioni, segreti e bugie fece da perfetto contraltare urbano alla tormentata vicenda di Moll Flanders... Desiderio e lontananza: il desiderio di ritornare sui propri passi di lettrice, la lontananza, fisica ma non emotiva, dalle parole più belle e dai loro autori. Barbara Lanati, docente di Letteratura anglo-americana all'Università di Torino, ricostruisce in questa raccolta di saggi la lunga, appassionata frequentazione con il mondo delle parole. Un lavoro dove ad essere raccontati sono soprattutto autori inglesi ed americani, ricostruzione fedele dell'universo di relazioni e vicissitudini che dei libri costituiscono le imprescindibili radici: perché vista in controluce nessuna storia è un pianeta a sé stante, come nessun uomo è un'isola persa nell'oceano della solitudine. Barbara Lanati, con curiosità non scalfita dall'esperienza, cuce insieme gli appunti nati da una lettura o dai mille rimandi da essa suscitati come in un gioco di scatole cinesi, per proporci un'inusuale prospettiva sui testi che abbiamo amato, letto e riletto o spesso accantonato: un punto di vista che dalla filigrana delle pagine rimanda fino agli esseri umani che hanno dato loro sostanza, per creare un emozionato collage di volti, luoghi, storie, per far divenire "reali" i personaggi e i paesaggi abitati, in un'intesa fusione tra vita e letteratura.