Una tragedia italiana
L’8 settembre 1943 rappresenta per l’Italia un capitolo di storia amaro, doloroso. Un Paese spaccato a metà, in cui una lotta fratricida contrapponeva fratelli divisi e costretti a combattere. Un Paese in cui le navi militari non sapevano in quali porti approdare. Un Paese che non sapeva più distinguere l’amico dal nemico. Andrea Amici prova a fare luce su questo periodo, che vide l’affondamento della nave più forte di tutto il Mediterraneo: la corazzata Roma. Una nave contesa dalla brama trionfalistica degli alleati e dall’ottusità oltranzista dei tedeschi. Una nave che fu lo specchio di un’Italia che affondava, colpita da coloro che diffusero il verbo del male in tutta Europa. Una nave in cui era imbarcato Italo Pizzo, nonno di Andrea Amici, socio fondatore dell’Associazione Regia Nave Roma e sommozzatore dei Vigili del Fuoco. Un giorno si è imbattuto in un vecchio quaderno che conteneva le memorie del nonno e ha deciso di approfondire quella che è stata una parentesi dolorosissima della storia della Marina Militare Italiana. Una tragedia italiana nasce dal diario che Italo scrisse per conservare la memoria di quegli anni bui e viene integrato dalle testimonianze degli altri superstiti, aprendo una finestra dalla quale possiamo assistere a ciò che realmente accadde in quei tragici momenti. L’abilità dell’autore risiede nell’aver trasformato il materiale raccolto in un racconto avvincente, una storia commovente che narra un viaggio verso l’unica speranza che i giovani italiani del ’43 covavano nel loro animo: tornare a casa e abbracciare la propria famiglia. Un racconto che esige e pretende la nostra attenzione affinché storie come questa non si inabissino come la corazzata Roma nel dimenticatoio della Storia.
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