La stanza del pianoforte

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tre
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La stanza del pianoforte

Daniele e Bianca si conoscono sin da bambini. Lui è un ragazzino introverso, timido e con una passione nel sangue: la musica. Suona il pianoforte ed è molto bravo. Quei tasti bianchi e neri sono il suo habitat naturale, suonare gli consente di esprimere al meglio se stesso. Lei è bella e solare, estroversa e iperattiva. Si diletta nella ginnastica artistica e ha spirito competitivo da vendere. I due non potrebbero essere più diversi di come sono, eppure diventano inseparabili. Si ascoltano anche stando in silenzio e muoversi all’unisono diventa la cosa più naturale del mondo. Crescono insieme e il bene che li unisce è infinitamente profondo, ma ha origini diverse: Bianca considera Daniele un fratello, lui invece ne è perdutamente innamorato. Gli anni passano e il sentimento amoroso di Daniele si intensifica. È così travolgente da non lasciarlo respirare. Daniele vuole Bianca per sé e non sa come fare, non sa come dirglielo e sta male. Soffre così tanto da decidere di rinunciare a quell’amore, a lei e alla loro amicizia. Si allontana senza dare spiegazioni e le loro strade si dividono. Daniele si chiude sempre più in se stesso, inizia a perdersi all’interno del suo animo triste, si distacca dagli amici e la sua indole taciturna prende il sopravvento occultando la via della serenità. Cerca di ricostruirsi una nuova vita a fianco di una nuova donna e in un nuovo posto, ma un’amara solitudine ha preso a divorare il suo cuore che, impietrito e senza via di scampo, ha iniziato a spegnersi. Daniele non ha più guizzi vitali, vive solo con se stesso e con il suo pianoforte. E Bianca? Inizialmente smarrita per l’allontanamento di Daniele, ne soffre immensamente, ma non rinuncia a vivere. Si innamora e si sposa. Ma il suo matrimonio, nonostante la nascita di tre figli, si rivela un fallimento. Il divorzio è inevitabile e lei viene investita dal rimorso per le sue scelte sbagliate e dal ricordo degli anni in cui è stata felice. È insidiata dalle difficoltà, ma non demorde, le fronteggia e spera di sconfiggerle. La vita dei due protagonisti sembra definitivamente delineata quando, inaspettatamente, le loro strade si rincrociano: i due dovranno decidere se assecondare il loro cuore oppure seguire tacitamente il corso naturale degli eventi...
Con questo suo secondo romanzo, Manuela Stefani fornisce un esempio di scrittura intensa e corposa. L’autrice si rivela una perfetta stilista delle parole: le individua, le lima, le colora e le veste di stile e di eloquente garbo. Anima i capitoli in pagine acute e pregnanti, pagine che sanno sapientemente immortalare la vita (amore, amicizia, felicità, vittoria) e alcuni dei tarli (disamore, apatia, sconfitta) in grado di bucarla. In particolare il romanzo canta, con candida passionalità, l’amore e i suoi tanti volti. Ritrae, con dignitosa pietà, il male di vivere e il suo continuo dardeggiare con la vita. E racconta, con immensa sensibilità, la solitudine del cuore quella che, come edera velenosa, si insinua nello spirito, lo infetta, lo soffoca e gli impedisce di esistere. Autenticamente toccante, La stanza del pianoforte è un componimento accorato e raffinato, è la rappresentazione limpida e realistica degli innumerevoli movimenti del cuore che, intrepido fino alla follia, è alla continua ricerca della felicità.