
La diciassettenne Silvia Campari guarda il traffico caotico di Roma dal finestrino: oggi è il suo primo giorno di scuola al Liceo Morelli e arriverà in ritardo mostruoso. Si è appena trasferita da Torino con il fratellino Tommaso, la sorellina Camilla, il piccolo Niccolò che ha solo 6 mesi e sua madre al seguito di Carlo, il nuovo compagno di lei - che Silvia sopporta a malapena - mentre il padre è rimasto al nord ma ha promesso che almeno ogni quattro mesi (!!) verrà a trovarla. L'impatto con la scuola è traumatico: la prof di Italiano, la Menozzi, è una vecchia arpia comunistissima con i capelli sfumati di azzurrino che ogni mezz'ora va a lavarsi le mani ma quando sta in classe in compenso tratta tutti a pesci in faccia; la prof di Storia e Filosofia, la Marcuzzi, malgrado l'omonimia con la procace showgirl è una sorta di bradipo alto un metro e mezzo che soffre di claustrofobia e quindi fa lezione seduta all'entrata dell'aula, con la porta aperta; il prof di Biologia, D'Oriano, è il solito maniaco che mette voti alti alle ragazze carine; il prof di Matematica, Siciliano detto Sici, è un affascinante e tollerante signore colto di mezza età; la prof di Educazione fisica, la Martaglia, è una strafica che fa la PR per alcuni locali romani; la prof di Storia dell'Arte, la Danza, è bizzarra quanto affascinante (e non solo per la sua cultura e la sua passione, ma anche perché indossa spesso minigonne da sturbo). E i compagni di classe? Il bellissimo Andrea che sembra considerare Silvia trasparente, la bionda supersexy Carlotta, la simpatica Sara, il timido e riservato Michele non è che facciano poi molto per far sentire la ragazza torinese a suo agio. Ma la maggiore fonte di inquietudine per lei non è la vita sociale in classe, bensì un particolare un po' da film horror: nella casa di Roma nella quale Silvia e la sua famiglia sono venuti ad abitare infatti prima viveva una vecchietta di quasi novant'anni, la signora Del Gallo di Rocca Giovine. La pettegolissima portiera umbra del palazzo ha raccontato alla ragazzina che l'anziana vedova - che amava raccontare storie del suo passato - era stata ritrovata morta proprio nel corridoio dell'appartamento, probabilmente stroncata da un ictus. Quando Silvia passa di là non può fare a meno di rabbrividire...
Deve esserci qualcosa di freudiano nell'eterno ritorno delle ambientazioni liceali nella carriera artistica di Giulia Steigerwalt, la giovane attrice italo-americana che ha debuttato sullo schermo cinematografico nel cult "Come te nessuno mai" nel ruolo della tenera Claudia e ora è al suo primo libro con questo
E se fosse possibile? (a proposito, la ragazza in copertina non è l'autrice, che per inciso è molto più carina della modella ivi immortalata), che guarda caso si svolge in un liceo romano. Ma nonostante l'ambientazione non siamo di fronte all'ennesima soap adolescenziale clonata da Moccia & Muccino: l'autrice alterna alle solite dinamiche tra teenager e al consueto bestiario dei professori anche una satira in punta d'ironia delle famiglie di oggi - più esplose che allargate - e una dolente riflessione su temi come le leggi razziali e l'Olocausto grazie alla sottotrama delle vecchia proprietaria di casa della protagonista. Nulla di trascendentale, beninteso, ma almeno il tentativo - riuscito - di alzare il tiro e offrire ai lettori (giovani e meno giovani, perché forse proprio i genitori avrebbero più da guadagnare a leggere questo libro) qualcosa più del minimo sindacale che spesso viene loro propinato. Simpatico, piacevole, leggero. Meno male, perché va messo nello zainetto.
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