La Certosa di Parma
Con La Certosa di Parma Stendhal (pseudonimo di Henri Beyle) accentua il proprio pessimismo nei confronti della Storia. È il romanzo della delusione. Innanzi tutto politica. Come già ne Il rosso e il nero è riproposto il conflitto rivoluzione-restaurazione, ma in una situazione bloccata, che non consente vie d’uscita. La ragion di Stato risulta cinica e retriva, simboleggiata dalla corte di Enrico IV Farnese, luogo di intrighi, bizantinismi, tradimenti, adulazioni cortigiane. Nessuno dei protagonisti è immune da un abito mentale filisteo e pavido, pronto sempre a difendere il proprio particulare. Lo stesso Fabrizio, per quanto istintivo e innocente nell’approccio politico, pur di salvarsi dimentica presto la passione per Napoleone e accetta di buon grado di inserirsi nella gerarchia ecclesiastica, finendo per abbracciare (in)consapevolmente la conservazione. Non è da meno Gina, disposta a soffocare il carattere libertario e ribelle e a giungere a compromessi con il potere per proteggere il nipote. Per non parlare dell’intelligente conte Mosca, il quale, nonostante l’amore che nutre per la Sanseverina, non riesce ad annullare la cortigianeria che lo contraddistingue, causando l’arresto di Fabrizio. La fuga da una politica paludata e immobile, corrotta e ingiusta, potrebbe essere rappresentata dall’amore. Si delinea invece una seconda grande delusione. L’amore, infatti, è sempre contrastato, non riesce mai a realizzarsi compiutamente e felicemente. Vale per Gina, persa dietro a Fabrizio ma incapace di aprire gli occhi sull’impossibilità di una simile relazione, così come per il conte Mosca, che può giungere all’amicizia della duchessa ma non al suo cuore. L’amore di Fabrizio per Clelia, per quanto contraccambiato, è drammatico, in quanto può essere vissuto solo a distanza e nella separazione. La sconfitta dell’amore è la metafora di un’intera epoca, che non è riuscita a rinnovarsi e a cambiare pelle. La Certosa di Parma resta un perfetto esempio di romanzo ottocentesco, con la sua abilità nel mescolare ingredienti diversi - la politica, la guerra, l’avventura, l’amore, le passioni - e mostra ancora oggi notevole modernità e freschezza. Se poi pensiamo a certo malcostume politico italico, che ha fatto della cortigianeria e dell’adulazione un sistema, sembrerebbe essere stata scritta ai giorni nostri.
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

