Sexual personae
Novecento pagine di arte, letteratura, sesso e filosofia, che vanno dal busto della inquietante Nefertiti alle metafore sadomasochistiche delle sincopate poesie della Dickinson. Camille Paglia, saggista, antropologa e sociologa statunitense, docente presso l'Università delle arti di Philadelphia, in Pennsylvania, osa abbastanza per mandare in bestia le sessuofobe femministe americane, che della parità dei sessi fanno un presupposto ontologico ma anche i benpensanti. Il volume è in tutto e per tutto un atto di accusa - tra i più gravi e intelligentemente articolati e circostanziati - alla cultura americana dei nostri giorni, alla strategia del politically correct, cioè all'utopia di una cultura della ricomposizione delle diversità, che tende a sottovalutare il ruolo del sesso e della violenza nei rapporti sociali e culturali e nel processo di creazione artistica. Marcata anche la polemica nei confronti del sistema accademico americano che divinizzando prima Lacan e poi Derrida e Foucault, si perde in una filosofia arida. Un’opera ambiziosa, che mette a dura prova le nostre certezze, sgretolandole una ad una per lasciarci a tratti con un palmo di naso, a pensare al nostro modo di intendere la cultura e le nostre stesse vite per la prima volta in una prospettiva completamente opposta.
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