I libri nella mia vita

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I libri nella mia vita
Lo scrittore, dice Henry Miller, è sicuramente il miglior lettore, perché egli crea e attinge dalla stessa fonte del collega di cui legge. I libri si dividono in tre fondamentali categorie: nella prima categoria si trovano i libri che prima o poi si ha l’intenzione di leggere e con tutta probabilità non si leggeranno affatto, ed è il gruppo dei cosiddetti “classici”, le opere monumentali che ci si vergogna sempre un po’ ad ammettere di non aver ancora letto. Nella seconda troviamo quelli che abbiamo letto e che leggeremo sicuramente prima di morire; nella terza categoria ci sono quei libri che siamo sicuri di non leggere mai perché risulta essere così forte il nostro pregiudizio contro di essi. Secondo Miller leggere è di più, è avventura e scoperta e nessuno dovrebbe indicare pietre miliari alle quali non poter rinunciare! La ragione è che ogni individuo è unico e quindi unica deve essere la sua formazione che sarà, poi, ingrediente indispensabile per foggiare il suo destino. E non solo, bisogna iniziare a leggere i propri contemporanei perché dobbiamo conoscere e comprendere il tempo in cui viviamo prima di scavare chissà dove. Non si deve aver timore di leggere troppo o troppo poco perché la lettura deve essere “assunta” come tutti gli elementi che servono all’esistenza umana; deve cioè essere utilizzarla come il cibo o l’attività fisica a piccole dosi e senza esagerare. Tutte le cose che si susseguono durante la nostra vita non avvengono mai per caso, la stessa legge universale, riguarda anche i libri che scegliamo. Perché proprio quello tra migliaia di titoli? State certi che la vostra scelta servirà a qualcosa nel forgiare il vostro destino. L’uomo possiede senza saperlo la chiave del paradiso. Non solo può comprendere e comunicare con i propri simili, ma possiede la capacità di comunicare anche con i morti, con i mai nati, con uomini di altri universi; la parola scritta permette tutto questo. Attenzione però, prima di leggere bisogna vivere! Se vogliamo comprendere o semplicemente esistere in quel vortice frenetico che è la vita, accantoniamo i libri e andiamo alla fonte della vita stessa invece di nasconderci dietro a fogli e cartone. Allora pensate adesso ai libri che avete letto e sicuramente vi renderete conto che sono già troppi. Prima vivete, poi non importa se ci mettete un anno o pochi giorni a finire un libro: la cosa importante è che vi concentriate sui vostri pensieri e sentimenti mentre proseguite, non soffocate mai quello che il testo porta alla vostra superficie. E guai a lasciarsi scappare i cosiddetti “ libri viventi”, persone che ci influenzano e insegnano e che rimarranno per sempre parte di noi…
Henry Miller, il sulfureo autore di Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno, si occupò anche di saggi, critica letteraria e di memorie di viaggio. Proprio nella prefazione della sua opera più famosa, lo scabrosissimo Tropico del Cancro, leggiamo di Miller “Una sola cosa m’interessa, ora, e ha per me un’importanza vitale: registrare tutto quello che nei libri è omesso”. Ed è proprio seguendo questa filosofia di lettura e di vita che possiamo interpretare questo volume che ripercorre i libri decisivi per Miller, quelli che l’hanno influenzato non solo nell’opera letteraria ma nella vita. Un libro ricco di libri, un libro al di là del libro: la vita vera, vissuta e perché no, reinterpretata, è lei che viene prima di ogni altra cosa. Un libro ricco di storie, aneddoti, riferimenti, molto vitale e concreto come il suo autore. Per questo qui di certo non troverete una pomposa raccolta di testi, titoli e critiche letterarie, il che fa sì che il volume scorra al pari di un romanzo vero e proprio, perché ricco di personaggi e vicende. Ma cosa possiamo scoprire di un autore così controverso ed eccessivo nella sua carriera di scrittore con questo libro? Sicuramente l’uomo Miller, e il rapporto che aveva con il mondo della letteratura, un rapporto che a sorpresa, appare molto equilibrato, il tutto incentrato all’essenza delle cose importanti, egli scrive: “La cosa più difficile nella vita è quella di imparare a fare ciò che è strettamente vantaggiosa per il proprio benessere strettamente vitale”. Tutto è carburante per la vita, quindi anche i libri. La letteratura è in primis divertimento e contemporaneamente stimolo al pensiero inconscio che riporta in superficie le nostre storie, perché sono nostre le emozioni e i sentimenti che vi ritroviamo. Spazio anche alla categoria “Letture da cesso” perché anche loro hanno la loro bella identità e credibilità.Sedetevi ad un tavolino di un bar, aprite questo volume e state certi che sarà come trovarsi a dialogare con il grande scrittore. Voi e lui, come due amici intimi.