Storie di crimini e truffe a Firenze e in Toscana

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Storie di crimini e truffe a Firenze e in Toscana
Alessandra Vanni è una ragazza di trent’anni: alta, slanciata, capelli scuri lunghi, un matrimonio sbagliato alle spalle, una famiglia con la quale va d’accordo, amici, un lavoro come tanti. Il suo corpo senza vita viene ritrovato una mattina presto davanti al cimitero di Castellina in Chianti, seduto al posto di guida del suo taxi. Nonostante l’impegno delle forze dell’ordine nella sua alfa 155 non sono state trovate impronte e anche sullo spago che le teneva legate dietro la schiena le mani nessuna traccia... Margherita Bisi, trentaquattrenne fiorentina, una sera esce a bordo della sua Fiat tipo per incontrare un amico all’area di servizio Firenze Nord e non fa più ritorno. La sua auto viene ritrovata danneggiata nel parcheggio del vicino aeroporto di Peretola ma di lei nessuna traccia; i suoi occhiali da vista sotto il sedile. La sua vita privata viene messa a soqquadro e scandagliata, ma non emerge un movente né per una sparizione né tantomeno per un omicidio, lasciando irrisolto il suo caso - anche l’amico, incriminato, viene poi assolto. E poi c’è il caso Mendella: da battitore d’aste televisive a imbonitore, da trascinatore di folle a truffatore. Gli anni ottanta, i sogni, Teleelefante e poi Rete Mia, la crescita economica, i primi sospetti, fino all’arresto. E poi ancora la storia del ritrovamento delle finte teste di Modigliani in un canale vicino a Livorno, il carosello dei critici che ne avvalorarono l’autenticità, la mostra organizzata in gran fretta fino alla confessione della burla ad opera di un gruppo di amici...
Omicidi, truffe, inganni veri che fanno parte della storia del nostro paese qui vengono raccontati con abilità e in modo avvincente. Casi ripercorsi e ripresentati che non finiscono di stupire né di far pensare, storie che altrimenti rischierebbero di cadere nell’oblio. Elena Narbone - da tempo affascinata dal mondo del noir - e Aldo Ferraris, autore di poesie e racconti, uniscono le loro forze dando vita ad un breve ma intenso libro. "La tragicità semplice del crimine è la storia dei cocci dispersi di due vasi rotti: l’autore e la vittima", ama affermare Aldo Giubilaro, Sostituto Procuratore Generale di Firenze. "E mai poliziotto o giudice, criminologo o scienziato saprà vederli tutti". Un viaggio nei cold case toscani, episodi di malavita alla ribalta e sulle pagine dei giornali per un po' e poi caduti nel dimenticatoio, vicende di truffatori abili e falsari che hanno messo le loro abilità a servizio del crimine. E in chiusura del libro, un capitolo dedicato al manicomio giudiziario di Montelupo Fiorentino in cui viene esaminato il filo sottile che separa i malati dai malvagi, come nel celebre caso del feroce omicidio di Rossana D’Aniello, trucidata da molte pugnalate inflitte da Daniela Cecchin - dichiarata semi-inferma di mente e affidata ad un centro di cura e custodia per essere poi condannata in ultimo grado del processo a trent’anni di carcere.