Solo fango

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Solo fango
Riva Del Garda. Chi ha barbaramente ucciso l’ingegnere minerario Raffaele Fronza, direttore tecnico della discarica di rifiuti situata nel comune di Tenno? Il primo ad essere sospettato è un ragazzo rumeno, Ovidiu Stanciu detto Roberto, scomparso dalla sera del delitto. La polizia ci crede e lo cerca ovunque, mentre per la madre di Roberto e Sigrid il colpevole non può essere lui. Per Butch Moroni, investigatore privato, il compito di rintracciare Roberto e convincerlo ad uscire allo scoperto risulta essere un’impresa difficile se non impossibile. Nel frattempo altri omicidi si aggiungono a quello di Fronza. Morti legate forse a certi rifiuti misteriosi, si dice tossici, che la discarica di Tenno riceve la notte per mezzo di camion provenienti da fuori regione, mentre il sito dovrebbe accogliere solo materiale dalle comunità locali. Ma Butch non demorde, soprattutto perché Sigrid è una persona speciale, un’amica di vecchia data, più di un’amica, e poi perché esiste qualche cosa che va oltre il normale lavoro per un investigatore privato come lui. Una cosa che probabilmente si chiama etica, che lo spinge a scavare laddove sarebbe pericoloso anche solo mettere le mani. Il mistero di dispiega un po’ alla volta, per poi riavvolgersi nuovamente, mentre parallelamente la tragedia di Stava, poco più a monte, ritorna a galla in tutta la sua drammaticità, ancora attuale, cinica e crudele. Così come nel luglio del 1985 i due bacini di decantazione della miniera sul monte Prestavél collassarono su loro stessi, liberando tonnellate di fango che alla velocità di novanta chilometri all’ora spazzarono via ogni cosa uccidendo 268 persone, oggi la discarica di Tenno rischia di cedere e franare sui villaggi sottostanti, oppure inquinare le falde che li alimentano. Gli interessi economici sono molti, l’ombra dell’ecomafia fa la sua comparsa anche qui in Trentino, considerato da molti una sorta di oasi nel deserto…
All’interno di una rassicurante cornice naturalistica come quella di Riva del Garda e di Rovereto si muovono in contrapposizione ruvida e violenta figure cattive e spietate. Il ricordo poi della tragedia di Stava riecheggia come eco tra le montagne e riverbera facendosi vivo e presente, riportando alla memoria i morti e le responsabilità e non solo, tornando anzi ad essere presente ed imminente. Butch Moroni, investigatore privato dai tratti abbastanza tipici, da principio si muove spaesato tra agriturismi, piccoli pub di provincia e manifestazioni contro l’inquinamento delle falde acquifere per poi ambientarsi e decidere che il suo compito, aldilà del compenso, è comunque quello di scoprire chi si sia il misterioso e spietato assassino che sceglie di uccidere ogni suo possibile testimone, prima che quello possa rivelargli qualche dettaglio ancora nascosto. Forse la chiave di volta sta nella rabbia, nella violenza con la quale l’ingegner Fronza venne preso a martellate. Di certo il Trentino non è un paradiso in terra e i miliardi che la Regione riceve per mantenere l’autonomia fanno gola a molti, superando e scavalcando le buone intenzioni, che dovrebbero animare politici e tecnici. Il business dei rifiuti, più che mai attuale, sebbene romanzato si propone qui in maniera forte e dura, ricordandoci che le tragedie vengono generate consapevolmente nel corso degli anni da mani umane e da cervelli coscienti, che mettono al primo posto il potere e il denaro, sacrificando senza pietà vite umane innocenti. Scorrevole e funzionale la contrapposizione tra il racconto di Stava scritto al presente e il passato attuale del noir dei nostri giorni.