Forza di gravità

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due
voto
Forza di gravità
Il Dottor Stephen D. Ahearn naviga su un batiscafo lungo un abisso sulla dorsale delle Galapagos. Guidato dalla collega Helen, si inoltra nelle profondità marine cercando preziosi noduli di manganese. La spedizione sembra andare per il meglio, ma improvvisamente un’ombra sfreccia davanti all’oblò del batiscafo, che va a sbattere contro la parete di un canyon sottomarino. L’urto causa una frana e non c’è nulla da fare per lo spericolato esploratore, che soccombe a più di 1200 metri sotto il livello del mare. Dopo due anni l’azione si sposta su una nave spaziale della NASA. Qui la dottoressa Emma Watson, assieme alla sua equipe, conduce un esperimento su topi da laboratorio sugli effetti di batteri e agenti patogeni a gravità zero. Sebbene vengano rispettate tutte le precauzioni del caso, il giovane ricercatore giapponese Kenichi viene infettato da uno dei piccoli roditori. I suoi colleghi procedono con le cure mediche, ma la situazione degenera, causando la morte del giovane biologo, il cui cadavere viene isolato per sicurezza in un sacco a presunta tenuta stagna. L’organismo - denominato Archeone - che lo ha infettato non muore però con lui, anzi inizia un ciclo riproduttivo che causerà inaspettate reazioni a catena. Per la Dottoressa Watson inizia così una lotta contro il tempo che coinvolgerà funzionari dell’esercito, l’intera NASA e l’ex-marito Jack che la segue con ansia dal pianeta Terra...
Tess Gerritsen mette in primo piano la sua esperienza medica e tenta di imbarcarsi nella narrazione fantascientifica, importando elementi dai suoi trascorsi sui lidi medical-thriller e suspence romantica, dai capolavori di Michael Crichton (Andromeda e Jurassic Park in primis) e dalla visionarietà adrenalinica del ciclo filmico di "Alien". Ne esce una storia con alti e bassi: buone cavalcate di tensione  e scene al cardiopalma fanno da contraltare a plateau di tecnicismi e abbreviazioni per addetti ai lavori spaziali, inutili sentimentalismi e prevedibili risoluzioni di trama. Per gli amanti del genere non aggiunge molto ai già citati maestri; per chi ama invece la descrizione di patologie atipiche e di situazioni claustrofobiche potrebbe essere in top ten.