Bitten - La notte dei lupi

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due
voto
Bitten - La notte dei lupi
Elena è una donna bellissima e di mestiere fa la giornalista. Atletica, slanciata, ribelle e forte, Elena ha un solo difetto: è l’unico esemplare vivente di donna licantropo. Rimasta orfana a cinque anni e adottata da genitori che non ama, Elena prima di diventare maggiorenne viene “contagiata” da un lupo mannaro – Clay, il suo primo amore - e si trasforma anche lei in una creatura selvaggia e temibile che nelle notti di plenilunio scatena i suoi istinti bestiali. La donna, nonostante qualche evidente problemino di ordine pratico, riesce a condurre una vita quasi normale e si fidanza con il comprensivo e tranquillo Philiph. Ogni notte, però, la “lupa” è costretta a “sguinzagliare” il suo lato più selvaggio e incontrollabile portando scompiglio tra le strade di Toronto. Una doppia vita degna di un equilibrista - tra palestra, pranzi in famiglia e movimentati pleniluni - che si complica quando Jeremy, il maschio alfa del branco, richiama la donna per invitarla ad riunirsi ai suoi simili. Elena, con una delle solite scuse, parte in tutta fretta per New York dove dovrà aiutare il suo “branco” a combattere un gruppo di lupi mannari “geneticamente modificati” che seminano morte e terrore per le strade della città uccidendo con insolita ferocia. Una trasferta che sarà decisiva per la protagonista che, in mezzo ai suoi simili, dovrà affrontare una volta per tutta la sua doppia natura e soprattutto dovrà fare i conti con i suoi sentimenti più profondi e contrastanti...
Un romanzo horror (o meglio urban fantasy e paranormal romance, secondo le più recenti e sempre più arzigogolate definizioni di genere) dotato di un buon livello di tensione e arricchito da uno spunto di fondo, la licantropia al femminile, originale e potenzialmente assai intrigante soprattutto per il pubblico più giovane avvezzo a vampiri e maghetti. Al di là delle vibranti e movimentate vicende dal sapore post-gotico del “licantropo femmina”, però, il libro fa emergere, invece, un aspetto ben più interessante e complesso: i tormenti di una figura femminile forte e fragile combattuta tra la razionalità e l’istinto, tra il ruolo che le impone una società irrimediabilmente maschilista e quello che, invece, le suggerisce il cuore. La bionda e affascinante Elena, che in apparenza sembrerebbe proprio il prototipo della classica donna in carriera, cela, invece, una cocente tensione esistenziale, un lotta intestina tra il focolare e la fuga, tra l’amore dolce e accudente di Philiph e quello sensuale e totale di Clay, l’uomo che l’ha trasformata in una “lupa” senza pace. La metamorfosi della protagonista è “sintomatica”, dunque, di un conflitto che ogni donna racchiude, più o meno in profondità, un “lato oscuro” che in Elena si palesa al mondo attraverso minacciose fauci e un mantello peloso, in una sorta di regressione, poco rassicurante, nel grembo di madre Natura. La Armstrong, autrice di culto soprattutto tra il popolo del web, sa come mantenere alta la tensione della vicenda e mescola con abilità, e una certa dose di furbizia, atmosfere da chick-lit e tensioni da thriller, creando un originale “pastiche” che funziona nonostante certe lungaggini che forse potevano essere sfrondate. La storia di Elena fa parte di una saga infinita che prevede ben 10 libri... abbastanza per evocare nella lettrice media slogan sepolti di un femminismo “di pancia” che non esiste più.

Leggi l'intervista a Kelley Armstrong

She Wolf

Bitten La notte dei lupi è il primo volume di una serie urban fantasy per adulti che ha per protagonista Elena Michaels, una donna che fatica ad accettare la sua natura di licantropo (inoltre è l'UNICA donna licantropo) e a perdonare chi l'ha resa tale.
La storia è raccontata solo dal punto di vista di Elena (scritto in prima persona), un personaggio che non suscita grande simpatia. Naturalmente il suo modo di fare è da imputare ad un passato non proprio felice.
Sicuramente è romanzo insolito soprattutto per la visione del licantropo infatti la licantropia si tramanda di padre in figlio o attraverso un morso ma di solito le femmine non riescono ad adattarsi alla trasformazione e muoiono. I mannari di solito vivono in branco (ci sono alcuni esemplari che invece preferiscono vivere fuori controllo) e non uccidono esseri umani a meno che non sono minacciati (vivono una vita solitaria e per loro conta solo il "Branco").
L'autrice è riuscita a creare una protagonista particolare e reale: cinica, dura, irritante, arrogante, ribelle, indipendente, a volte risulta immatura e incoerente.
La storia si concentra principalmente sul pericolo che minaccia il "branco" ma non manca il risvolto romantico (Clay è un santo rispetto ad Elena). Mi è piaciuto come l'autrice abbia gestito il "triangolo" amoroso ma restano comunque questioni che non hanno un grande spazio.
Il romanzo ha una trama intrigante, giusta dose di avventura e suspense ma molto descrittivo (sfoltirlo un po' non sarebbe stata una cattiva idea) e poche interazioni tra i personaggi (l'autrice ha preferito soffermarsi sulle riflessioni di Elena).
Ora non mi resta che aspettare Stolen, il secondo volume della serie.