Nel mezzo del cammino di Santiago

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Nel mezzo del cammino di Santiago
Un piccolo paesino al confine tra Francia e Spagna, un bar fumoso e affollato, gente che chiacchiera in lingue diverse, il barista che accoglie tutti con un sorriso. Ma adesso non è tempo di fermarsi, il viaggio è appena iniziato e bisogna montare in sella. E' mattina presto e in giro non c'è un anima viva, subito fuori valli e boschi a perdita d'occhio. Il primo di una lunga serie di timbri è stato impresso sul vostro personale passaporto del pellegrino, anche se il viaggio non sembra essere iniziato sotto una buona stella, visto che siete caduti qualche metro dopo avere iniziato a pedalare. In ogni caso non c'è da avere fretta, altrimenti non avreste scelto di fare un viaggio in bici e non avreste deciso di percorrere il cammino di Santiago. La cattedrale di Santiago di Compostela è sempre lì, a un passo dall'oceano Atlatantico, a Finisterre. E a guidarvi fino lì, dove sono custodite le spoglie di San Giacomo, non ci sarà una stella, come successe nell'813 dopo Cristo al primo pellegrino, ma solo la forza delle vostre gambe...
Una delle più antiche e frequentate vie di pellegrinaggio, nei tempi antichi come nei moderni, è proprio quella che conduce dal confine franco-spagnolo, sui Pirenei, fino a Santiago di Compostela. Un cammino che a un certo punto della storia ha fatto concorrenza persino a quello che conduceva a Roma attraverso la via Francigena. Natalino Russo ha percorso la Spagna da un estremo all'altro in sella alla sua bicicletta seguendo la scia dei vecchi pellegrini. Attraverso una scrittura che strizza l'occhio al lettore, l'autore descrive il suo personale Cammino di Santiago senza essere avaro di consigli pratici, in particolare nell'ultima parte del libro chiamata “appunti per il viaggiatore”. L'aspirante ciclonauta può trovarvi la descrizione dettagliata di ogni singola tappa, con chilometraggi, consigli su dove pernottare, cartine, come affrontare il viaggio e come attrezzarsi. Come nella migliore tradizione dei diari di viaggio la prosa di Natalino Russo è lenta e descrittiva, con non pochi excursus storici sui luoghi visitati, momenti divertenti e pieni di ironia: “La strada sale ancora, si intravede un valico naturale più in basso ma, a quanto pare, lei ha intenzione di scavalcare la montagna più su, nel punto più elevato. Non è come tutte le strade del mondo, no. A lei piace salire. E ancora una volta mi domando cosa sia passato per la testa ai progettisti”. Certo, un viaggio in bici può presentare inconvenienti di questo tipo, ma per fortuna la fatica è sempre ripagata dalle chiacchere che ogni tanto si scambiano con altri pellegrini di passaggio e dalle grosse cene alla fine di ogni tappa. Perciò, dopo aver guardato le belle foto che arricchiscono il libro, non resta che riempire le sacche della bici del minimo indispensabile e montare in sella.