La luna è tramontata
Il piccolo villaggio nel quale è ambientato questo romanzo dovrebbe essere una piccola località della Norvegia, e le forze occupanti dovrebbero essere quelle tedesche. Uso il condizionale perché tutti questi elementi non sono molto chiari nel testo ma, d'altra parte, non hanno nessuna importanza. Steinbeck con La luna è tramontata, uscito per la prima volta nel 1942, è riuscito a scrivere un romanzo in grado di guardare al dramma della guerra - sebbene la Seconda Guerra mondiale infuriasse proprio in quegli anni - con uno sguardo lucido e oggettivo. Non ci sono né buoni né cattivi. Anche i conquistatori, a ben vedere, non sono altro che pedine di un gioco più grande di loro. Lo scrittore americano premio Nobel nel 1962 riesce a portare alla luce, con una scrittura semplice ma precisa, con una prosa composta quasi sempre da dialoghi (sussurrati, il più delle volte, per non farsi sentire dal “nemico”), l'umanità che si cela dietro ogni personaggio, sia esso occupante e occupato. Se i soldati saranno costretti a guardare l'altro lato delle belle parole usate per propagandare la guerra, gli abitanti del piccolo villaggio scopriranno il significato della parola libertà passando dallo stupore iniziale a forme attive di resistenza. Un gioco delle parti che i due protagonisti del romanzo, il sindaco Orden e il colonnello Lanser, osservano con consapevolezza, consci di non potersi tirare indietro e di dover fare fino in fondo la loro parte. Un romanzo fuori dal tempo e dallo spazio per narrare la storia di un gruppo di uomini schiacciati dagli assurdi ingranaggi della guerra.
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