Il Circolo di Cambridge
All'alba del Venerdì Santo, dopo aver passato una notte ai tavoli da gioco dilapidando 15.000 euro, Juan Alacena viene rapito e assassinato brutalmente da un misterioso individuo. Il padre della vittima si mette in contatto con Sebastião Silveira, antropologo dell'Università di Londra, che in passato aveva spesso collaborato con la polizia spagnola, e gli chiede di indagare sul terribile omicidio in nome dell'antica amicizia che lo legava a Juan. Sebastião viene ben presto a sapere che il delitto è solo uno di una serie, e che accanto ad ogni vittima viene rinvenuto un biglietto con citazioni di Dante Alighieri che in qualche modo riassumono le modalità dell'assassinio. Per dare la caccia al serial killer dantesco si forma un team nel quale spiccano l'affascinante viceispettrice Beatriz (nomen omen, ndr) Puerto e un enigmatico circolo di intellettuali appassionati di enigmi, Gli Amici di Cambridge (un giornalista tedesco, un economista maltese, uno scacchista atzero, un filosofo ed ex ambasciatore italiano, uno psichiatra spagnolo). Per comprendere la prossima mossa dell'assassino, bisogna scavare nella contorta logica della Divina Commedia...
Il Circolo di Cambridge è tutto quello che Il Circolo di Dante di Matthew Pearl non era: dove quello era citazionista e colto, questo è divulgativo e accessibile; dove quello era involuto e aritmico, questo è serrato e cinematografico; dove quello era innovativo e poco incline ai compromessi, questo è ammiccante e modellato sugli stilemi thriller più di moda. Poco male, tranne qualche ingenuità di troppo: per quanto non apporti significative novità al panorama letterario europeo, il romanzo d'esordio di Fernando S. Llobera (un imprenditore informatico che ha scritto il libro nel tempo libero e in 6 mesi sabbatici presi per dargli un tocco finale) gode della luce riflessa dell'argomento dantesco, sempre affascinante anche se inflazionato. Divertente, ma senza scossoni.

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