René Guénon - Testimone della tradizione
Nel 1903 il diciassettenne René Guénon sta lavorando a un romanzo filosofico che vuole dimostrare l'inutilità della cultura accademica: è figlio di un benestante architetto di provincia che non sa rassegnarsi alla morte della sorellina di René e si dà allo spiritismo per tentare di ricontattarla, ma non ha nessuna intenzione di seguire il percorso professionale del padre. Per lui inizia una ricerca intellettuale che lo porta a Parigi a dedicarsi allo studio dell'occultismo e delle società segrete e a collezionare iniziazioni in cerca di una via che in qualche modo rappresenti le sue inquietudini e le sue tesi (diventa addirittura vescovo di una chiesa neognostica, tra misteriose congiure e ripicche di equivoci personaggi). La trova - al prezzo di rompere più di un'amicizia e suscitare più di una perplessità - nella trasmissione mistica di una verità prima apparsa la genere umano nella prima età del mondo. Sin dal XVIII secolo l'Età dell'Oro non veniva più percepita dall'umanità come sepolta nel passato - all'origine del mondo, ma come prospettiva futura, 'mirabile sorte e progressiva', esito sicuro di un inesorabile progresso tecnocratico; nell'Europa sfregiata dalla I Guerra Mondiale però (e successivamente in quella disperata e smarrita dopo l'abisso della II Guerra Mondiale) il pessimismo dilagante era humus fecondo per una forma di resistenza alla modernità che potesse riuscire dove il tradizionalismo cattolico aveva fallito. Si susseguono i libri, finché la questione dell'Agartha - ripresa ne Il Re del mondo dopo il viaggio in Tibet di Ossendowsky - cattura l'attenzione dell'opinione pubblica e il raffinato studioso di esoterismo diviene una celebrità...
Con venti libri e più di trecento articoli in circa quarant'anni, il corpus delle opere di René Guénon traccia un affresco prezioso e fascinoso delle grandi tradizioni culturali e religiose ritenute eredi legittime della Tradizione primordiale: per l'Oriente l'induismo, il taoismo, il confucianesimo e l'Islam, per l'Occidente la Chiesa cattolica e le chiese ortodosse, per l'ordine esoterico la massoneria e il compagnonaggio. Questa edizione ampliata, riveduta e corretta a cura di PierLuigi Zoccatelli del dotto (forse anche troppo, vista la difficoltà di lettura) saggio di Jean-Pierre Laurant rilegge la parabola guenoniana - la storia del reazionario cattolico che si trasferì al Cairo e visse da musulmano, del visionario che tentò una grandiosa sintesi tra culture e religioni apparentemente così distanti tra loro - con un approccio rispettoso ma critico, documentatissimo ma moderato, ben sintetizzato dall'autore quando nell'appendice condanna "la deriva agiografica e la pietrificazione dei testi, assunti come reliquie, trasformandosi in un ostacolo insormontabile per il rivolgimento interiore, in assenza del quale ogni percorso esoterico è vuoto e privo di significato". Come scriveva André Préau in una delle sue ultime lettere: "Il suo ruolo è di risvegliare, ma l'opera addormenta colui che ne fa la sua mitologia".

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