Una terra spaccata

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
uno
voto
Una terra spaccata
Qualche anno fa (!!!) Napoli era piena di spazzatura, ma il governo e il sindaco hanno deciso di mettere fine a questa tremenda situazione dando il via libera alla costruzione di diverse discariche. Un gruppo di geologi viene chiamato per ispezionare un sito destinato a una di queste discariche: Gregoriana e i suoi colleghi devono sondare il terreno, effettuare dei carotaggi, e infine se tutto rientra nella norma dare il via libera all’inizio dei lavori. Tutto sembra facile, ma le istituzioni non hanno fatto i conti con la popolazione, uomini e donne che sono abituati a combattere, a patire la fame, che sono sopravvissuti ad un terremoto - un popolo fiero, quello irpino, a cui è difficile spezzare le reni. Il Formicoso è un paradiso, la discarica distruggerà per sempre questo habitat, Gregoriana si fa coinvolgere dalla vitalità della gente del luogo, dalla loro forza, e cerca di ostacolare il lavoro della multinazionale che l’ha inviata in provincia di Avellino per le ricerche sul territorio. Ma la ragazza si fa coinvolgere anche dalla bellezza e dalla galanteria di Filippo, un uomo raffinato che vive nell’hotel dove Gregoriana passa le sue notti. Tra i due nascerà qualcosa che va oltre l’amicizia e l’amore platonico, ed è proprio per lui, per Filippo, che Gregoriana porterà avanti la sua battaglia contro la discarica del Formicoso...
Napoli è putrida. Sacchetti d’immondizia ovunque, anche nelle zone aristocratiche e perbene. Di notte, quando si alza la brezza che dal mare arriva sulla terraferma, un fetore aspro penetra le mura delle case e arriva ai nostri nasi. D’estate è impossibile aprire le finestre, per paura che i topi possano entrarci in casa. Questa è la Napoli che fa da scenografia al romanzo della Cirillo. Fiction, ma anche cronaca: quella della Campania degli ultimi anni. Per non perdere la faccia e/o per rubare ancora più soldi, negli anni passati sono state infatti prese delle decisioni drastiche: c’è spazzatura? Costruiamo tante discariche! Purtroppo i luoghi prescelti per questi disastri ecologici in pectore erano tutti parchi naturali (il parco naturale del Vesuvio, per fare un esempio) sotto la tutela del WWF o zone inadatte ad ospitare una discarica di grosse dimensioni. La protagonista del romanzo, una geologa romana, è decisa a fare il suo lavoro e ad arrivare fino in fondo, ma poi si accorge che il suolo non è adatto ad ospitare una discarica, che a pochi metri di profondità c’è una falda acquifera che arriva in un lago poco distante, che la popolazione non vuole la merda dei napoletani. Così da austera geologa diventa donna appassionata e si fa portavoce della gente del Formicoso e dei comuni vicini. Peccato però che a questo punto la vicenda personale e sentimentale di Gregoriana diventi il centro del libro, che quasi abbandona i richiami alla cronaca. La storia si fa piatta come i pettorali di una undicenne, i dialoghi diventano apatici, il plot procede per inerzia, insipido e scialbo. Un vero peccato, perché l’input era di quelli giusti.