Il pozzo dei desideri

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due
voto
Il pozzo dei desideri
Innamorarsi del proprio peggior nemico: è possibile? Sì se questo nemico ha dei meravigliosi occhi blu, uno sguardo penetrante e, soprattutto, riesce a recitare meravigliosamente la parte del tuo alleato. Perché Sara Sarmelli è così, intrigante, bella e tremendamente intelligente, indossa a pennello i panni di una programmatrice informatica efficientissima, adatta a perfezionare il sistema della azienda del settore energetico nella quale Adriano lavora e nello stesso tempo da suscitare in quest’ultimo un'attrazione fatale. Ma Sara in realtà è Mara Tramel, un’eco-mercenaria assoldata da una ONG per fare spionaggio nella multinazionale petrolifera in questione, per scoprire l’entità effettiva dell’oro nero in circolazione. Corteggiamenti inconsueti, giochi di potere e fughe di notizie mentre un sentimento inaspettato e poco consono alla situazione sta per sbocciare tra i due, lei, cauta ma aggressiva, spaventata dalla vita ma apparentemente controllatissima, come la disciplina che ama svolgere, il taji quan e lui, esposto e fragile come mai prima, accortosi di non essere più il tombeur de femmes che gli amici credevano ma facile vittima di passioni pericolose…
Il pozzo dei desideri è la prima uscita della nuova collana Verdenero romanzi di Edizioni Ambiente, dedicata, stavolta, al romanzo sociale. L’autrice, la giornalista scientifica Sabina Morandi, non è nuova a tematiche delicate, avendo già pubblicato testi scomodi come Petrolio in paradiso (Ponte alle Grazie, 2005) ed Emergenza rifiuti S.p.A. – Come piazzare una bomba chimica a effetto ritardato e farla franca (Castelvecchi, 2009). Membro del Consiglio Nazionale dell’associazione Verdi Ambiente e Società, ha seguito per conto del quotidiano Liberazione i principali eventi internazionali, in particolare i negoziati dell’Organizzazione mondiale del commercio. Questa volta si dedica a un altro tipo di esperimento, un romanzo inchiesta con annessa love-story. Non scrive certo male, la Morandi, il prologo che vede la protagonista coinvolta in una seduta di taji quan è di una rara vividezza. Ma il coniugare scrittura giornalistica e narrativa, seppur encomiabile, è un esperimento di una rischiosità estrema: a volte si finisce per descrivere scene prettamente letterarie con un tono da giornalismo d’inchiesta, aggiungendo qua e là particolari di rilevanza narrativa che però appaiono un po’ forzati. Ma è un rischio che vale la pena correre: la lettura, nonostante queste lievi cadute di stile, è ben scorrevole, i personaggi sono interessanti e la loro storia d’amore alla fine ben si confà alle contraddizioni e alle storture di un sistema in crisi. Riuscire a raccontare il picco del petrolio e la crisi energetica in atto non è affatto semplice: Sabina Morandi ci ha provato, e leggere la sua storia ci farà senz’altro aprire gli occhi su tante cose.