Il pozzo dei desideri
Il pozzo dei desideri è la prima uscita della nuova collana Verdenero romanzi di Edizioni Ambiente, dedicata, stavolta, al romanzo sociale. L’autrice, la giornalista scientifica Sabina Morandi, non è nuova a tematiche delicate, avendo già pubblicato testi scomodi come Petrolio in paradiso (Ponte alle Grazie, 2005) ed Emergenza rifiuti S.p.A. – Come piazzare una bomba chimica a effetto ritardato e farla franca (Castelvecchi, 2009). Membro del Consiglio Nazionale dell’associazione Verdi Ambiente e Società, ha seguito per conto del quotidiano Liberazione i principali eventi internazionali, in particolare i negoziati dell’Organizzazione mondiale del commercio. Questa volta si dedica a un altro tipo di esperimento, un romanzo inchiesta con annessa love-story. Non scrive certo male, la Morandi, il prologo che vede la protagonista coinvolta in una seduta di taji quan è di una rara vividezza. Ma il coniugare scrittura giornalistica e narrativa, seppur encomiabile, è un esperimento di una rischiosità estrema: a volte si finisce per descrivere scene prettamente letterarie con un tono da giornalismo d’inchiesta, aggiungendo qua e là particolari di rilevanza narrativa che però appaiono un po’ forzati. Ma è un rischio che vale la pena correre: la lettura, nonostante queste lievi cadute di stile, è ben scorrevole, i personaggi sono interessanti e la loro storia d’amore alla fine ben si confà alle contraddizioni e alle storture di un sistema in crisi. Riuscire a raccontare il picco del petrolio e la crisi energetica in atto non è affatto semplice: Sabina Morandi ci ha provato, e leggere la sua storia ci farà senz’altro aprire gli occhi su tante cose.
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