Jorge Luis Borges

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Jorge Luis Borges

"Anni addietro cercai di disfarmi di lui e passai dalle mitologie dei sobborghi ai giuochi col tempo e con l’infinito, ma codesti giuochi ormai sono di Borges e dovrò ideare altre cose. Così la mia vita è una fuga e io perdo ogni cosa e tutto è dell’oblio, o dell’altro. Non so chi dei due scrive questa pagina".

Jorge Luis Borges nasce il 24 agosto 1899 a Buenos Aires. Impara a leggere prima in inglese che in spagnolo grazie all'influenza della nonna paterna di origini britanniche. Già all'età di 6 anni ha riconosciuto e dichiarato la sua vocazione letteraria, e negli anni immediatamente successivi scrive il suo  primo racconto e qualche traduzione. Educato tra l'Italia, la Svizzera e la  Spagna, durante quest'ultima tappa europea aderisce al movimento poetico ultraista. Nel 1921 la famiglia ritorna in Argentina e il giovane Georgie (come lo chiamano in casa) ispirato dalla riscoperta della sua città natale, scrive la sua prima raccolta di poemi Fervor de Buenos Aires (1923), un libro essenzialmente romantico, anche se scritto con uno stile sobrio e pieno di metafore laconiche. Con Borges arriva in Argentina anche l'ultraismo, anche se anni più tardi si distanzierà irrimediabilmente da questo movimento che lui stesso aveva contribuito a diffondere. Nello stesso periodo inizia a collaborare con alcune riviste letterarie d'avanguardia e continua la sua produzione in versi e in prosa. Durante gli anni '30 la sua fama cresce in Argentina e la sua attività intellettuale si vincola a Victoria Ocampo, musa che sposò 40 anni dopo e che gli presenta Adolfo Bioy Casares, col quale instaurerà una bellissima amicizia e collaborazione intellettuale. Nel 1938, anno della morte di suo padre, Borges soffre un terribile incidente che causerà la sua progressiva perdita della vista, che lo costringerà a un lungo periodo di immobilità. I timori di perdere per sempre la creatività a causa della malattia si riveleranno ben presto infondati: alcuni dei suoi capolavori furono concepiti proprio in quegli anni, quando Borges comincia a  dettare agli amici e ai famigliari i suoi racconti fantastici. Nel 1940 pubblica con Adolfo Bioy Casares e Silvina Ocampo a una splendida raccolta:  Antología de la literatura fantástica, e l'anno dopo una Antología poética argentina.  Con l'instaurarsi della dittatura di Peron, Borges deve rinunciare al suo incarico di bibliotecario per aver firmato un manifesto antiperonista e comincia ad essere controllato dalla polizia militare quando viene nominato presidente della società argentina di scrittori, organismo noto per la sua opposizione al regime. L'Aleph, forse la sua opera più originale, viene pubblicata proprio in quegli anni di vicissitudini politiche, seguita da numerose opere che lo rendono uno dei maggiori scrittori argentini di tutti i tempi. Nel 1955 il nuovo governo formatosi dopo la caduta del peronismo lo nomina direttore della Biblioteca Nazionale, incarico che Borges commenterà dicendo: “È una sublime ironia divina ad avermi dotato di ottocentomila libri e, al tempo stesso, delle tenebre”. È  solo il primo di una serie di riconoscimenti: Premio Formentor del Congresso Internazionale di Editori, il titolo di Commendatore del Governo italiano, il Premio Cervantes. Non è stato mai insignito del Premio Nobel per la Letteratura, nonostante sia stato il favorito per molti anni. Borges muore nel 1986 a Ginevra per un cancro: accanto a lui la seconda moglie, Maria Kodama. Un uomo timido, orgoglioso e sensibile, capace di brusche collere, ironico, crudele in alcune occasioni, oltre che un artista impossibile da catalogare e costringere in un'etichetta, questo era Borges. La capacità di mettere in dubbio quello che era universalmente accettato,il burlarsi delle norme estetiche e morali, la predisposizione per l'invenzione e il paradosso, sono la dimostrazione di una agilità intellettuale incredibile e fuori da ogni canone. Anni fa, una rivista francese  arrivò a dubitare della sua esistenza: la sua figura sarebbe stata un'invenzione di un gruppo di intellettuali argentini tra cui naturalmente Bioy Casares, per poter pubblicare un'opera collettiva sotto uno pseudonimo. Notizia assurda, ma proprio per questo perfettamente “borgesiana” dato che il rifiuto della propria identità è uno dei temi principali della sua narrativa, dal quale sono nati tutti i grandi motivi che la caratterizzano: il tempo circolare, il labirinto, lo specchio. Borges rifiutò sempre l'idea di “essere”: dandoci una solenne lezione di scetticismo, questo grande maestro proclamava la sua fede assoluta nella letteratura e allo stesso tempo la sua radicale negazione. Come ha scritto di lui Octavio Paz, «ha coltivato tre generi: il saggio, la poesia, il racconto. Ma la divisione è arbitraria: i saggi si leggono come racconti, i racconti sono poesie e le poesie ci fanno pensare come se fossero saggi». Le sue opere eclettiche e imprevedibili che ancora oggi hanno il potere di incantarci e sorprenderci, hanno marcato uno spartiacque nella letteratura mondiale di tutti i tempi.

I libri di Jorge Luis Borges