La carne e il sangue
Marco De Franchi è un autore decisamente sui generis: nella vita 'vera' fa il commissario di Polizia in servizio presso la Squadra Mobile, ma nei ritagli di tempo è autore di racconti e sceneggiatore di fumetti a buon livello (ha scritto anche per le storiche testate Lanciostory e Skorpio). In questo ottimo noir - serrato e violento ma anche dalle sfumature insolitamente romantiche - ha messo a frutto la sua esperienza nel team investigativo che ha dato la caccia alle nuove BR dopo gli omicidi D'Antona, Biagi e Petri, e questo è evidente non solo per la competenza sui fatti specifici con la quale procede la narrazione (almeno per la parte che ricalca la cronaca di quei giorni), ma anche per l'esclusiva prospettiva da dietro le quinte che per fortuna ci risparmia i soliti cliché e le solite 'americanate' e ci regala un ritratto fedele del modo di lavorare delle nostre forze dell'ordine. Non di docufiction si tratta, però, ma di fiction: i richiami agli arresti del 2003, alla strage di via Orti di Papa di fine anni '80 e soprattutto alle figure di Roberto Morandi, Nadia Desdemona Lioce e soprattutto Cinzia Banelli (la figura di Lucia Cardini, una delle due protagoniste, è chiaramente modellata sulla sua) sono palesi, ma oltre ai cambi di nome sono frutto della creatività dell'autore le vite private e sentimentali dei personaggi, e altre vicende che per dirla con le parole dell'autore nella postfazione "non sono mai accadute ma avrebbero potuto accadere. (...) La realtà, a un tratto, devia dalla strada che conosciamo e il resto è fantasia". Ciò che fantasia non è - ma il cuore del romanzo - è l'inquietudine che deriva dalla natura peculiare delle nuove BR, e cioè quella di un gruppo terroristico formato non già prevalentemente da guerriglieri a tempo pieno che vivono in clandestinità in un'Italia come quella degli anni '70 nella quale l'ambiente antagonista e movimentista godono di un larghissimo consenso, bensì per la maggior parte da studenti, lavoratori dipendenti e professionisti che fanno i brigatisti come 'secondo lavoro', parallelamente a esistenze assolutamente normali, e addirittura di nascosto da amici e familiari che non sospettano nulla. Un gioco di specchi, un groviglio di bugie e ambiguità che coinvolge anche Serena, la poliziotta venuta dal sud, assetata di vendetta ma anche di amore. Troverà entrambe le cose, ma nessuna delle due la renderà felice. O meglio, meno infelice.
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