Le avventure di Huckleberry Finn
Pubblicandolo a dieci anni di distanza da Le avventure di Tom Sawyer, con questo romanzo Twain decide di dare un nuovo taglio alle vicende che muovono da Saint Petersburg lungo il corso del Mississippi. Una delle differenze più evidenti tra i due testi è il grado di maturità che Twain cerca di dare a questa nuova narrazione, il libro infatti non deve essere catalogato nella letteratura per ragazzi, Twain desidera che l’opera sia adatta ad un pubblico adulto, senza tuttavia escludere quello adolescente. Ne risulta così un libro dalla doppia profondità, che mantiene da un lato la vivacità delle avventure tragicomiche che hanno reso celebre il duo Sawyer-Finn, ma dall’altro cerca di esplorare ed esporre le dure condizioni di vita di schiavi e appartenenti ai ceti meno abbienti, che sul finire dell’ottocento - in particolar modo nel Sud degli Stati Uniti - paiono come rappresentanti di uno strano mondo popolato unicamente da pregiudizi, credenze, facilonerie, truffe e stregonerie di ogni genere. Altra nota che differenzia Le avventure di Huckleberry Finn da quelle di Sawyer è la scelta della narrazione in prima persona, lasciata condurre proprio dalla voce di Huckleberry, con il suo inconfondibile tono sbiascicato e volutamente rude che evoca modi e dialetti tipici del Sud. In questo testo ritroviamo quindi una sorta di emancipata ribellione che, dal grido giullaresco e bambinesco di Tom Sawyer, ha saputo trasformarsi in una fuga dalla società tanto desiderata quanto realizzata - con tutti i rischi che ciò comporta.
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