Il sistema sceneggiatura
Il sistema sceneggiatura – Scrivere e descrivere un film di Luca Bandirali ed Enrico Terrone, come specificato a chiare lettere nelle note introduttive, “nasce dall'esperienza del corso di Storia e tecnica della sceneggiatura”, il che equivale a dire che è una propaggine diretta delle lezioni universitarie dei due autori del volume. Il che, ancora una volta, equivale a dire, che l'approccio alla materia è estremamente didattico, poco romanzato, sicuramente affatto leggero, ma schematico, chiaro ed essenziale. Tutte caratteristiche, queste, che potrebbero spaventare anche il più volenteroso dei lettori e che fanno assomigliare il volume edito da Lindau più ad un testo universitario che ad altro. L'errore è proprio in questo pregiudizio: conoscere la sceneggiatura nei meccanismi che ne regolano il funzionamento e la scrittura aiuta, ed è anzi indispensabile, per una qualsiasi analisi del film. Sia essa una disamina universitaria, e quindi a sua volta un saggio su un film, su un autore o su un genere, o sia essa la semplice chiacchiara da bar all'uscita del cinema. Gli schemi e le tabelle che riempiono il libro di Bandirali e Terrone sono quindi molto più che argomento di studio per damsiani impenitenti: sono piuttosto la base da cui ogni discorso sulla settima arte, superficiale o accademico non importa, dovrebbe partire. Conoscere l'architettura della sceneggiatura significa avere ben chiare le fondamenta di una pellicola. Studiarle, o semplicemente farsene un'idea, su un manuale agile, tecnico, ma allo stesso tempo nazionalpopolare (Leonardo Di Caprio e Kate Winslet in copertina, sul set di “Revolutionary Road” sintetizzano alla perfezione l'approccio ambivalente del libro) come quello di Lindau è un buonissimo primo passo. Da tenere poi a portata di mano sullo scaffale e riprenderlo in mano di tanto in tanto, fugando così qualche dubbio dopo una visione particolarmente ostica. E smetterla finalmente di relegare i discorsi sul cinema a sterili chiacchiere da bar.
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