Storia dei pistoleri

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Storia dei pistoleri
Di come James Butler Hickok, figlio di un militante abolizionista assassinato, si guadagnò l'appellativo di Wild Bill e la fama di pistolero infallibile diventando un'icona - lo sceriffo dai modi brutali ma dal senso dell'onore intaccabile - ma andò a morire per mano di un ometto qualsiasi che gli sparò alle spalle per motivi di poker; di come una donna dai modi rozzi e dai tratti maschili, alcolizzata e vestita da uomo, morta a 51 anni cieca e in miseria divenne una Calamity Jane da musical, bionda e con due bocce così; di come la sparatoria all'OK Corral andò in modo dannatamente simile a quello visto nei film, con la differenza che il leggendario sceriffo Wyatt Earp non era affatto questo stinco di santo; di come a 21 anni Wes Hardin, l'uomo più veloce mai esistito a estrarre la pistola dal fodero, avesse ucciso già più di quaranta persone ma si fece ammazzare a 42 anni per amore dopo essere uscito di galera ed avvere avviato la carriera di avvocato (!?); di come William Harrigan Bonney alias Henry McCharty alias Bill Antrim alias Billy the Kid, il ragazzino anarchico difensore dei derelitti che fu tradito e ucciso da chi credeva un amico; di come Myra Belle Shirley, una ragazza borghese, divenne Belle Star, la regina dei banditi, ebbe cinque mariti uno più fuorilegge dell'altro e forse finì ammazzata proprio dal suo ultimo consorte; di come Bill Tilghman a più di settant'anni nel 1924 - sapendo di essere malato di cancro e non volendo concludere la sua carriera di pistolero morendo in un letto d'ospedale - accettò il posto di marshal nella turbolenta cittadina di Cromwell e fu ammazzato da un ubriaco; di come 'Diacono' Jim Miller - un killer a pagamento psicopatico e violento - una volta colpito da pistolettate in pieno petto si salvò la vita indossando lastre d'acciaio sotto la camicia che però non riuscirono a salvarlo dalla forca; di questo, e di tanto altro ancora...
Una strada polverosa e assolata di qualche città del selvaggio West, le porte di un saloon che cigolano nel vento, gente che si nasconde spaventata dietro le finestre chiuse mentre uomini in cappello a larghe falde, spolverini e stivali si fronteggiano armati di fucile o di Colt dall'impugnatura di madreperla: ecco quello che grazie a giornalisti ottocenteschi senza tanti scrupoli, romanzi d'appendice, film hollywoodiani e spaghetti western si è sedimentato nell'immaginario collettivo. Le rughe di Clint Eastwood, il fazzoletto al collo, la puttana dal cuore d'oro e dalla generosa scollatura, il whisky, il poker, i mandriani in cerca di rogne, la stella lucente dello sceriffo: tutta roba che con la realtà rozza, spietata e convulsa del vero West c'entra fino a un certo punto, come ci svela l'iconoclasta saggio di Luca Barbieri. Qui i miti della frontiera americana vengono ridimensionati uno dopo l'altro: miserie e violenze di presunti pistoleri senza macchia e senza paura vengono a galla, trasformando improbabili giustizieri da blockbuster cinematografico in farabutti forse anche simpatici, sicuramente fascinosi, ma di certo lontani dai cliché e dalla retorica. Non solo di pistoleri si parla, ma anche di armi, di istituzioni celebri come il Wild West Show o l'Agenzia Pinkerton e persino - nella curiosa appendice - di emigranti genovesi nel West: questo da una parte contribuisce a rendere il libro più 'movimentato', ma dall'altra sottolinea l'andamento poco lineare della trattazione, che spesso procede a 'stop & go' e si riavvolge fastidiosamente su se stessa. Eccellente invece l'apparato iconografico.