Portami rispetto

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Portami rispetto

Notte del 13 agosto 2009. Una FIAT Croma si inerpica sulla strada tutta tornanti che costeggia il Parco Nazionale dell'Aspromonte e taglia in due la Calabria dal Tirreno allo Ionio. Dentro ci sono due malavitosi locali, gente pericolosa di poche parole e pochissime idee, i cugini Giovanni e Pasquale Cutrupi, di Agatea. E nel bagagliaio c'è un cane uggiolante. Lo strano terzetto è stato inviato in quel magnifico bosco per appiccare un incendio di quelli grossi, di quelli difficili da spegnere. Ce li ha mandati Don Rocco Stillitani, uno dei boss della 'ndrangheta più ricercati dalla DIA: i Cutrupi l'hanno preso come un rito d'iniziazione per passare nella potente 'ndrina di Don Rocco e lasciare quella un po' sgangherata di Don Peppe Parisi. Il megaboss invece vuole usarli semplicemente come pedine di un gioco più ambizioso, e infatti ha messo loro alle costole Domenico Quattrone alias Bergomi e Alessio Caridi alias Rummenigge - due che magari somigliano un po' a calciatori degli anni '80 ma sono killer spietati, gente che ti spara per un niente - col preciso incarico di ammazzare i Cutrupi e lasciare che l'incendio si prenda cura dei cadaveri. Solo che le cose non vanno proprio come dovevano andare: i Cutrupi smontano dalla macchina, legano al cane della stoffa imbevuta di benzina e le danno fuoco, l'animale disperato inizia a correre seminando fiamme nel bosco. Bergomi e Rummenigge fermano la macchina alla curva prima di quella dove sta la Croma, scendono armati di spranghe, quando vedono due figure uscire dal bosco le abbattono senza pietà: poi risalgono in macchina e se ne tornano ad Agatea dalle rispettive famiglie. Peccato però che - incredibilmente - i quattro malavitosi non fossero soli quella notte in quello spicchio di Aspromonte: nel bosco c'erano infatti anche Georgios Elytis e Stamatios Seferis, attaccanti delle giovanili del Paok Salonico e amanti segreti, fuggiti dal ritiro della squadra - impegnata in un torneo a Reggio Calabria - per passare qualche giorno da soli tra le montagne. Sono quei due poveri ragazzi a essere stati massacrati a sprangate, non i Cutrupi - che ignari se ne tornano a casa in attesa di essere convocati da Don Rocco per entrare ufficialmente nella sua 'ndrina. Altrettanto ignari di aver fallito il loro compito e quindi di essere nele mire del loro boss sono Bergomi e Rummenigge. Una volta domato l'incendio vengono ritrovati i due cadaveri, e la cosa fa ovviamente notizia: dalla redazione spopolata per il Ferragosto de Il Quotidiano viene inviata in Aspromonte Tina Romeo, giovanissima giornalista sportiva reggina, fresca reduce da un torrido flirt proprio con l'allenatore della Primavera del Paok Salonicco...

“Arrivo qui, e quando guardo il tramonto dico che vengo da una terra bellissima, che potrei portarci i miei amici, poi mi giro, vedo i mostri dell’abusivismo edilizio, e cambio idea, perché so come reagirebbero”: lo ha dichiarato durante una presentazione di Portami rispetto l'autore, quel Vins Gallico che come decine di migliaia di giovani ha dovuto lasciare la sua Calabria per studiare/lavorare e ora vive a Roma dopo una parentesi in Germania. Dei medesimi sentimenti combattuti e contraddittori vive questo noir alla 'nduja - intriso di violenza ma senza rinunciare alla commedia: si respira l'amore per la propria terra e la propria cultura (con una indulgenza tutta italiana per i paradossi grotteschi dei quali la nostra vita quotidiana abbonda) ma si percepisce forte anche l'indignazione, la vergogna per l'abisso in cui la criminalità organizzata con la complicità di Istituzioni conniventi o incapaci ha precipitato il sud. La scelta di utilizzare i dialoghi in dialetto è felice (anche se chi non ha una moglie calabrese come me potrebbe non trovarsi completamente a suo agio nella comprensione), quella di usare un registro troppo 'leggero' nella dinamica tra i personaggi meno. Portami rispetto non è abbastanza fumettistico e pulp da sembrare Quentin Tarantino, e al tempo stesso non è abbastanza cupo e violento da ricordare l'immenso Giuseppe Ferrandino degli esordi. Ci siamo quasi, il talento c'è, ma manca ancora qualcosa: un qualcosa che va cercato con coraggio, facendo una scelta di campo. L’acqua gugghj e u porcu è a muntagna, direbbe mia suocera.

presentazione del libro (16 marzo roma)

Un libro e un bicchiere (pieno),

Alla Libreria Zalib a via della gatta, in occasione della Notte Tricolore,

un happyhour per il nuovo libro di Vins Gallico "Portami rispetto", Rizzoli Editore.

Con l'autore ne parlerà Valentina Colasanti.

Reading a cura di Marco Oliviero.

libreria zalib via dela gatta 1b, roma

mercoledì 16 h. 19:30