A Mon Dragone c'è il diavolo
Qui a Mon Dragone le presenze diaboliche sono palpabili e reali e non una mera tradizione popolare. Un bambino deve combattere ogni notte contro il diavolo, deve essere forte per conservare la sua anima, per proteggere la sua famiglia. Appena rimane solo in casa sente arrivare presenze infide e maleodoranti, entità provenienti dai più oscuri anfratti della superstizione. Il ragazzino vede sua madre raccogliersi in preghiera quasi ogni giorno, la vede andare in chiesa e sparire in una cripta insieme al prete del paese e poco dopo sente delle urla disumane provenire da quegli abissi oscuri, non saprà mai cosa succede in quei momenti che sembrano non passare mai. Sa solo che ha paura, che il sudore freddo si raggruma dietro la schiena, che spesso non riesce a trattenere l’urina. Il diavolo lo perseguita perché vuole la sua anima e la otterrà con becero ricatto... Una splendida ragazzina impazzisce, il paese è piccolo e la notizia arriva in tutte le squallide case di pietra. La madre non è benvoluta da molti e si vocifera sia una strega, o più semplicemente una stronza acida che odia tutti. In paese arriva l’eremita chiamato anche Santo Cane. Le porte si chiudono e le finestre vengono sbarrate. Il Santo entrerà nella casa della megera e da quel momento in paese non ci sarà più notte tranquilla. Urla straziano i canali uditivi arrivando direttamente al cervello, facendo impazzire chi malauguratamente ascolta quelle strida diaboliche, e della ragazzina non se ne avrà più notizia...
Mon Dragone è il buco del culo della provincia napoletana, uno dei tanti obbrobri urbanistici che contornano la metropoli partenopea. Nazzaro usa il piccolo paese come filo conduttore: le vite che si snocciolano in quella piccola realtà, le tradizioni popolari che si mischiano alla religione cattolica, fungono da contorno alle nove storie che vengono narrate mirabilmente in questo libro. Lo stesso autore da piccolo è stato un fervente cattolico, e ha creduto alla presenza del maligno. Quelle sue ingenue ma potenti sensazioni vengono astutamente riportate in queste pagine, e i protagonisti provano ciò che Nazzaro bambino ha dovuto subire. Come poter sconfiggere il diavolo? Come superare i suoi tranelli? Il paese è stato preso di mira dall’esercito delle tenebre: inutili esorcismi, scarse espiazioni, miserabili cilici non salveranno la cittadina dalla perdizione eterna. Le storie hanno una struttura semplice, tutto inizia con dicerie, chiacchiere tra “inciucesse” che ben presto prendono forma concretata e diventano il plot portante della vicenda. Le apparizioni di Lucignolo sono così ben raccontate da far imbiancare i capelli anche al regista Dario Argento (quei pochi), la povertà e la semplicità di quelle vite sono così reali da far paura. E se Mefistofele volesse davvero conquistare il sud Italia? E se Mon Dragone non fosse null’altro che l’atrio dell’Inferno? Non mi resta che rinchiudere i miei giornaletti porno (come il protagonista della prima storia) in un baule ed iniziare a pregare.

Isabella Rossellini vi consiglia: 



