L'uomo che voleva essere felice
L’uomo che voleva essere felice è un breve romanzo di facile lettura dedicato a chi ama riflettere, non filosofeggiare sui grandi temi della vita, ma compiere un percorso interiore per una migliore conoscenza di se stessi, sotto la guida di un vecchio saggio, un maestro spirituale. La conquista, sia essa di un bene materiale, morale o spirituale, non è mai semplice e occorre una predisposizione, la volontà come il desiderio, di cambiare qualche cosa di sé: non la superficie o l’apparenza perché spesso non è il corpo quel guscio che racchiude il disagio, bensì occorre affinare i sensi ed ascoltare ciò che comunica lo spirito. Così come in ogni sfida che si rispetti, anche quella con se stessi richiede delle prove che diventano una sorta di iniziazione alla vita. L’insegnamento che deriva dalla lettura di questo romanzo è che verso l’esperienza, la conoscenza, la padronanza consapevole del proprio valore intellettuale e morale occorre disporsi con lo stesso atteggiamento umile e sincero con cui il bambino a poco a poco impara a muovere i primi passi, sapendo che il compito, la richiesta che deriva dalla vita non è semplice. Ci saranno terreni più o meno impervi da percorrere, i passi dapprima incerti, sperimenteranno cadute, dovranno bilanciare e scoprire un equilibrio, si dovranno preparare a continui tentativi prima di diventare saldi e essere pronti a crescere nell’esperienza, ad avviarsi con autonomia a quelle che saranno le scelte del nostro oggi e domani. Nicola, e noi insieme a lui, alla fine del suo viaggio, della sua vacanza a contatto con la spiritualità dell’essere, apre gli occhi sulla verità: la felicità, o il sogno di una felicità, è dentro se stessi e la possiamo coltivare costruendo la nostra realtà che diventa immagine e somiglianza dei nostri pensieri. A noi la capacità di alimentarla, tra le plausibili sconfitte, anche di momenti in cui le gioie del quotidiano siano fonte di rinato benessere.

Isabella Rossellini vi consiglia: 



