Saint-Exupéry - L'ultimo volo

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Saint-Exupéry - L'ultimo volo
Eccolo volare in alto nel cielo a bordo di un Lightning P38 francese F5 B N.223: è Antoine de Saint-Exupéry, il papà di quel Piccolo Principe immortale, conosciuto urbi et orbi e molto spesso identificato dai lettori con lo stesso autore-aviatore. Da dove arriva e verso quale lido sta volando il piccolo aereo? È partito da Chambery e si dirige verso il Mediterraneo. La data in cui l’ultimo, immaginario volo del comandante francese ha luogo è il 31 luglio del ’44. Sono le 11.54 e Antoine non risponde ai messaggi radio lanciati dalla base 31 Bastia Borgo; le interferenze sono troppe e neanche la base di Mendoze né Radio Pacheco Argentina ottengono un segnale, la prova che Antoine è vivo, vegeto e non sta rischiando la vita. E invece è proprio quello che sta accadendo: due FW190 della Luftwaffe gli stanno alle costole e non hanno alcune intenzione di graziarlo. Il tallonamento coincide con il ritorno alla memoria di tutti i viaggi di cui il comandante ha goduto nel corso della sua vita, tutte le persone che ha incontrato compresi i suoi famigliari e il Piccolo Principe che, ancora una volta, chiede in dono il disegno di una pecora. Per quanto si speri il contrario Antoine non ha modo di salvarsi visto che se i tedeschi hanno le mitragliatrici lui può soltanto contare su una macchina fotografica laddove dovrebbero esserci armi. Lo osserviamo fare un tuffo nel mai più, con un misto di disperazione e tenerezza data la purezza ingenua del personaggio in questione, senza avere la certezza della fine che farà, l’interpretazione è in tal senso libera...

Non è un caso che Hugo Pratt abbia deciso di ‘incontrare’ Saint-Exupéry in un libro che è di fatto la narrazione per immagini di un viaggio di fantasia, l’ultimo viaggio per essere precisi, l’ultimo volo. Non è un caso perché entrambi hanno coltivato la passione, quasi una necessità, per la dimensione dello spostamento nello spazio in funzione della scrittura e viceversa. Questo è un aspetto fondamentale, sottolineato anche nella bella prefazione di Umberto Eco che è un evidente estimatore di entrambi, in quanto rende palese il bisogno e dell’una e dell’altra attività. Né Pratt né de Saint-Exupéry avrebbero potuto rinunciare alla scoperta del mondo o alla scrittura/disegno perché tale scelta avrebbe voluto dire smettere di vivere ed emozionarsi, non avere più storie degne di essere raccontate. Ecco perché questo splendido libro illustrato, prezioso nella forma e nel contenuto, è imprescindibile per tutti gli amanti del fumettista-sceneggiatore Hugo Pratt, il padre di Corto Maltese, e per tutti gli aficionados di quel geniale inventore di una delle figure più amate di sempre, quel Principe piccolo solo di età ma saggio come solo i consapevoli e puri di cuore possono essere. Un felice incontro, davvero.