Mantova, parte Festivaletteratura
Dunque fare crescere le idee e fare crescere gli autori, non è questo uno slogan ma un auspicio concreto. E, con il 2010, Festivaletteratura - in controtendenza rispetto a ogni logica sensazionalistica - mette al primo posto Scritture Giovani, il progetto che ha già avuto tra i suoi protagonisti scrittori come Valeria Parrella, Davide Longo, Flavio Soriga, prima della loro consacrazione editoriale. Saranno protagonisti di questa nuova edizione Dora Albanese, Catrin Dafydd, Stefania Mihalache e Clemens Setz. A questa serie di incontri con autori tutti da scoprire, peraltro, si affianca quest’anno un cantiere di orientamento al mondo dell’editoria e delle professioni legate alla scrittura, destinato a giovani aspiranti scrittori al di sotto dei 27 anni. Il primo cantiere - che si è tenuto extra festival tra febbraio e aprile 2010 - ha visto la partecipazione di 11 ragazzi provenienti da tutta Italia, che racconteranno la loro esperienza nello spazio di Scritture Giovani, aperto per la prima volta nel centralissimo spazio di Piazza Leon Battista Alberti. Torneranno poi a Festivaletteratura il portoghese David Machado e il gallese Cynan Jones, che grazie al progetto hanno trovato un editore italiano. Continua peraltro la tradizione che, da sempre, a Mantova, affianca in programma figure di prestigio internazionale accanto ad autori meno noti, il cui successo editoriale - mai categoria per il giudizio letterario - è ancora a venire.
Non mancheranno a Festivaletteratura 2010 i grandi nomi della letteratura internazionale. I premi Nobel Vidiadhar S. Naipaul e Séamus Heaney sono tra gli ospiti più attesi della prossima edizione, insieme all’autore di spy-story Frederic Forsyth, al poeta e narratore statunitense Edmund White, allo scrittore e illustratore per ragazzi Tony Ross; a John Berger, Joseph O’Connor, Azar Nafisi, Hanif Kureishi che tornano a Mantova dopo alcuni anni. Ad Amos Oz, anch’egli gradito ritorno a Festivaletteratura, è dedicata la retrospettiva di quest’anno. Con questa formula sperimentata con successo lo scorso anno con Amitav Ghosh, verrà ripercorsa in tre incontri l’intera opera dello scrittore israeliano, divisa per l’occasione in “storie di sé”, “storie di coppia”, “storie del villaggio”. Altra voce della letteratura israeliana presente al festival è quella di Lizzie Doron. Dagli Stati Uniti - oltre a Joshua Ferris e Thomas McGuane - vengono il nigeriano Chris Abani, uno dei più talentuosi esponenti della letteratura nera, Said Sayrafiezadeh, drammaturgo e scrittore di origine iraniana, e la stessa Azar Nafisi; dalla Gran Bretagna i pakistani Kamila Shamsie e Rasheed Araeen, la scrittrice anglo-giamaicana Zadie Smith; e così Kader Abdolah iraniano che ha scelto l’olandese come lingua d’espressione, la giallista turco-tedesca Esmahan Aykol e il senegalese-italiano Cheikh Tidiane Gaye. Ma sono soprattutto scrittrici come l’indiana Tishani Doshi o la giapponese Natsuo Kirino, o, da tutt’altri orizzonti, artisti africani poliedrici come Stacy M. Hardy e Fatima Tuggar a portare al festival il nuovo clima creativo di continenti a noi sempre più vicini. Tornando all’Europa, particolarmente significativa è la presenza di autori britannici - Simon Mawer, David Peace, Ann Perry, Ian Rankin, Ali Smith, Paul Torday insieme agli scrittori per ragazzi Jonathan Stroud e Kaye Umansky - e irlandesi - insieme ai già citati Heaney e O’Connor ricordiamo Hugo Hamilton e Colum McCann. In particolare, la presenza di Ann Perry si collega a un percorso dedicato al “giallo al femminile”, che coinvolge anche la turca Aykol, la spagnola Teresa Solana e le italiane Diana Lama e Annalucia Lomunno. Insieme a queste presenze, ci sono quelle di un’Europa che ancora sconta il suo passato diviso e la necessità di ritrovare un’identità e una lingua. È il caso di autori importanti come il russo Andrei Makine, vincitore del prestigioso premio Goncourt in Francia; il poeta e saggista Dieter Schlesak, romeno di minoranza tedesca; Edith Bruck, ungherese di origine ebrea sopravvissuta ai campi di concentramento; Claudia Rusch, rappresentante dell’ultima generazione di scrittori nati nella ex-DDR, la giovane scrittrice ceca Petra Hulova. E dagli scrittori europei verranno anche dieci nuovi lemmi per il vocabolario europeo, la serie di incontri che Festivaletteratura propone dal 2008 per costruire un ideale patrimonio linguistico condiviso. Gli autori che ad oggi hanno aderito al progetto sono Esmahan Aykol (turco), Laurence Cossé (francese), Agnes Heller (ungherese), Petra Hulova (ceco), David Machado (portoghese), Simon Mawer (inglese), Maurizio Maggiani (italiano), Joseph O'Connor (irlandese), Ian Rankin (scozzese), Eugenio Trias (spagnolo). A coordinare gli incontri sarà anche quest'anno Giuseppe Antonelli. Ad apertura di giornata restano inoltre le pagine della cultura, l’analisi degli inserti e degli articoli dedicati a libri, arte, eventi e dibattiti culturali pubblicati su quotidiani e riviste di tutto il mondo. A svolgere questo ruolo di commentatori per un giorno, Festivaletteratura ha chiamato quest’anno Joe Sacco, Petra Hulova, Abdolah Kader e Colum McCann. Tra gli autori italiani, rinnovano inoltre il loro dialogo con il pubblico del Festival Niccolò Ammaniti, Mauro Corona, Marcello Fois, Antonio Franchini, Margherita Hack, Valerio Magrelli, Bianca Pitzorno, Giusi Quarenghi, Paolo Rumiz, Domenico Starnone, Federico Taddia, Andrea Valente, mentre per la prima volta arrivano a Mantova Francesco Abate, Stefano Levi Della Torre, Michela Murgia, Francesco Recami, Mario Sala Gallini, Gustavo Zagrebelsky.
In occasione del centenario della nascita, Festivaletteratura dedica un particolare omaggio a Ennio Flaiano. Grazie alla collaborazione della Biblioteca Cantonale di Lugano e dei sistemi bibliotecari della provincia di Mantova, il Festival ricostruirà la biblioteca di studio dello scrittore pescarese. La biblioteca Flaiano sarà aperta al pubblico per tutta la durata della manifestazione, e permetterà di conoscere l’autore di Tempo di uccidere attraverso le sue letture. Come in una qualsiasi biblioteca, i visitatori avranno la possibilità di consultare e di leggere i libri e di godere del privilegio di una serie di “visite guidate” condotte da alcuni autorevoli estimatori di Flaiano, tra cui Bruno Gambarotta e Marcello Veneziani.

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