Fischi per fiaschi nell'italiano scientifico

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Fischi per fiaschi nell'italiano scientifico
“Sentivo l’adrenalina scorrermi a fiotti nelle vene”. Suggestiva immagine, senza dubbio, peccato che l’adrenalina, ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, sia immesso nel sangue in quantità minime (non certo a  fiotti) che tuttavia bastano a innescare una serie di reazioni per cui chi avverte la ben nota “scarica di adrenalina” è pronto all’azione (che faccio, resto e combatto o scappo?). “Il film ha catalizzato l’attenzione del pubblico”. Cosa c’è che non va in questa frase? Nulla, se non fosse che è priva di senso. Catalizzare in chimica significa aumentare la velocità di una reazione. Il film quindi avrebbe accelerato l’attenzione del pubblico. Perché non usare quindi un termine più adatto e di cui la lingua italiana è ricca: suscitare, richiamare, attirare. Tutto, ma non catalizzare...
Che i media usino spesso a sproposito la lingua italiana è cosa nota. Ma accorgersi di quanto sia facile sbagliare quando si ricorre al gergo scientifico è deprimente. Il fatto è che Fochi (chimico della Scuola Normale Superiore di Pisa) per spiegare che no, le cose non stanno esattamente così come pensiamo quando si parla di “rischio”, “percentuali”, “adrenalina” e “osmosi” fa riferimento a una serie di conoscenze altamente specializzate, di tipo chimico-scientifico, che la maggior parte dei lettori ignora in partenza, con il solo risultato di farti passare la voglia di leggere e anche di parlare, visto che lo strafalcione è lì in agguato e che se dici che il sapone “non rispetta il tuo pH delicato” non conoscendo esattamente cosa sia un logaritmo, stai dicendo una boiata. Ma sta di fatto che se me lo dici io ti capisco e ti consiglio un sapone neutro. Senza pormi il problema della correttezza ontologica della tua frase (Gianni Fochi, lo so, ontologica qui è usato a sproposito, però rende l’idea). Insomma il libretto potrebbe sembrare quello che non è. Uno si aspetta un simpatico excursus sugli svarioni degli altri, ironico e leggero, e invece si trova di fronte un lemmario di termini (da “acido” a “verità”) che grazie all’uso comune si sono discostati forse un po’ troppo dal significato originale e corretto. Il risultato quindi non è quello di rafforzare la nostra proprietà di linguaggio quanto di minare la nostra sicurezza nella lingua italiana, togliendoci la gioia di parlare - anche se a sproposito. Per chi vuole fare sfoggio di cultura, mettere in imbarazzo il proprio interlocutore ...e restare senza amici.