Ali bruciate
Non solo Gomorra. Gli alveari di Scampia gridano di essere raccontati in tutta la loro crudele umanità e Davide Cerullo e il giornalista e sacerdote Alessandro Pronzato che ne ha raccolto parole ed aneddoti, non hanno potuto fare altro che amplificare questo urlo lacerante e indistinto del nostro peggiore Sud. Le Vele sono alveari fatti di rumori e silenzi, case popolari ormai diventate simbolo di degrado, dove accanto alla delinquenza e allo spaccio crescono bambini assetati di vita e di «bellezza», la stessa che traspare dai loro occhi sgranati. Una testimonianza forte e commovente, quella di Cerullo che parla con trasporto del suo quartiere e non si rassegna alla vittoria della illegalità: lui ce l'ha fatta a uscire pulito dai corridoi interminabili di quei palazzoni e la sua forza è la testimonianza. «Confesso davanti ai bambini del quartiere di Scampia: siamo colpevoli, assai colpevoli ostinatamente colpevoli nei vostri confronti e non chiediamo attenuanti» il mea culpa di Cerullo diventa anche il nostro, noi che forse non siamo più capaci di sostenere la disarmante innocenza di questi piccoli ma potenti sguardi. Al centro del volume le toccanti immagini scattate da Davide Cerullo, fotografo per caso e per passione, che svelano il mondo segreto dei bambini delle Vele costretti davvero troppo presto a giocare «a fare i grandi». Al libro è collegata anche una mostra fotografica aperta a Roma presso la Casa della Memoria e della Storia fino al 22 ottobre 2010.
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