Archetipi
Sono solo alcuni dei racconti di questa raffinata antologia di storie che “sarebbe riduttivo definire dell’orrore”. E’ un libro complesso che si presta a diversi piani di lettura congeniali a diversi tipi di lettore. Atmosfere che ricordano Stephen King, altre che riecheggiano Lovecraft, ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma anche il lettore non avvezzo a questo genere di letteratura davvero resterà affascinato da questi racconti senza spazio e senza tempo che però proprio dalle profondità del tempo raccolgono le suggestioni di un immaginario collettivo non negoziabile. Dodici racconti, come i dodici rintocchi nella notte buia citati nella suggestiva prefazione: già in questo un simbolo. Il dodici nella numerologia è la ricomposizione della totalità, il ciclo compiuto, la complessità dell’individuo. Forse perché l’Uomo per essere davvero completo ha bisogno anche delle sue paure, quelle ataviche paure che ci scorrono nel sangue e non sappiamo perché: l’Uomo nero, la Natura terribile Vendicatrice, il Golem, fino a paure più “moderne”: i cloni (saranno la nostra salvezza o la nostra distruzione?), l’ossessione per la bellezza e la giovinezza, il potere abnorme della suggestione delle religioni, le sette…mancano i vampiri, forse perché al momento inflazionati. Ognuno troverà la “sua” paura, questo è certo, perché ognuno di noi conserva, in un angolino recondito una suggestione infantile, una istintiva repulsione, un’avversione irrisolta. Potrebbe essere anche una divertente scoperta quella di individuare il racconto che più ci suggestiona. Difficile, davvero difficile scegliere di raccontare una sola di queste storie che toccano corde diverse cogliendo quasi sempre l’essenza, l’anima di un qualcosa di ancestrale, inspiegabile, inconscio. E’ impossibile non pensare a Jung: probabilmente anzi è voluto il riferimento junghiano nel titolo di questa raccolta dallo stile e linguaggio elegante e spesso ricercato. Perché le paure protagoniste dei racconti sono davvero forme innate e primitive scritte nel nostro inconscio, appartenenti al singolo come una eredità della collettività di cui fa parte, la parte istintiva e irrazionale di quello che chiamiamo “inconscio collettivo” le cui radici affondano nei millenni passati. Tra gli Archetipi Jung chiama Ombra questa parte istintiva e irrazionale e di certo ne fanno parte le paure perché anche queste sono “marchi originali” (può essere una traduzione dell’originale termine greco) impressi in ognuno di noi. Non si può prescindere poi dal citare il tocco di classe rappresentato dalle pregevoli tavole che introducono ogni racconto, bellissime immagini a colori in tecnica mista che i due illustratori Lucio Mondini e Jessica Angiulli (www.diramazioni.it) decriptano in una utilissima appendice. Anche qui una profusione di simboli, miti e Storia tradotti graficamente da ogni singola suggestione letteraria. Un libro, in conclusione, davvero curato finanche nella scelta della carta, consigliato decisamente agli amanti del genere ma raccomandato anche a chi vuole leggere qualcosa di diverso dal suo solito: certamente ogni lettore vi troverà qualcosa che gli appartiene.
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