La papessa

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La papessa
E’ il ventottesimo giorno di Wintarmanoth nell’anno di Nostro Signore 814, quando Hrotrud, la levatrice di Ingelheim, arranca nella neve e nell’aria gelida per raggiungere la casa del canonico del villaggio. Non c’è tempo da perdere. Sua moglie Gudrun ha già le doglie e sta per sgravare il suo terzogenito. Finalmente il parto ha termine, nel dolore, come è scritto nei libri sacri e come pretende il severo marito. Ma qualcosa va storto. A nascere non è un maschio, bensì - con il massimo disappunto del canonico - una femmina. Il suo nome sarà Giovanna. Crescerà sottomessa, inferiore, empia come tutte le donne a quei tempi, ma grazie al fratello prediletto Matteo, potrà imparare a leggere e scrivere, seppure di nascosto. Con quella preziosa e pericolosa eredità riuscirà a farsi strada negli anni a venire: la sua curiosità, la sua intelligenza condurranno infatti Giovanna verso mete sempre più ambiziose. Coltiverà insieme a un altro mentore, il maestro Esculapio, la passione per i libri e poi per soddisfare la sua fame di sapere si mostrerà pronta persino all’inganno. Morto il fratello Giovanni, la ragazza prenderà la sua identità ed entrerà in un monastero benedettino dove, inosservata e finalmente libera, carpirà i segreti delle arti e delle scienze. Dodici anni di duro lavoro, di studio intenso, di dedizione a Cristo e quello che sarebbe indubbiamente stato un destino avverso se avesse accettato di rimanere donna, si trasforma in un crescendo di opportunità sotto mentite spoglie. Giovanni-Giovanna si guadagna la fama di saggio erudito, parte per Roma e lì avanza verso luoghi incredibili nella gerarchia ecclesiastica, finché, supportata da un’infinita devozione, nell’anno 853 viene eletta papa…
Sul tragico smascheramento dell’impostora, appena due anni dopo, durante una solenne processione pasquale, così come sui retroscena della storia, non soltanto infarcita di fede, ma anche di carnalità, peccati e violenza ci informa l’autrice di questo La papessa. Un romanzo avvincente, in bilico tra verità e leggenda, che tenta di fare luce su uno dei personaggi più controversi e affascinanti di tutti i tempi. La Woolfolk Cross ci ricorda in nota finale che il papato di Giovanna fu riconosciuto fino alla metà del XVII secolo. Dopodiché la chiesa cattolica fece di tutto per cancellare questa sconveniente figura femminile all’interno di qualsiasi storiografia ufficiale. Tra le obiezioni successive circa la sua reale esistenza: l’assenza di riferimenti nei documenti contemporanei e la mancanza di un periodo di tempo sufficiente perché il papato di Giovanna potesse avere luogo, tra la fine del regno del suo predecessore Leone IV e l’inizio del suo successore Benedetto III. La diatriba è lunga e complicata; d’altra parte se questa vicenda contiene del reale, si è dispiegata durante un secolo particolarmente buio e stracolmo di censure. Non ci resta che avventurarci nell’intreccio tutto sommato gradevole, seppure ostacolato da una sovrabbondanza di nomi e fatti estrapolati dalla Storia, nonché da una scrittura (o forse semplicemente da una traduzione) non proprio in stato di grazia. La papessa Giovanna, per chi volesse passare dal libro al cinema, è stato un discreto successo nel 1972 quando Michael Anderson portò il film nelle sale insieme alla strepitosa Liv Ullmann nel ruolo di Giovanna. La papessa (titolo originale: Die Päpstin) è invece la versione più recente, uscita a giugno scorso, direttamente tratta dall'omonimo romanzo di Donna Woolfolk Cross e diretta da Sönke Wortmann.