La papessa
Sul tragico smascheramento dell’impostora, appena due anni dopo, durante una solenne processione pasquale, così come sui retroscena della storia, non soltanto infarcita di fede, ma anche di carnalità, peccati e violenza ci informa l’autrice di questo La papessa. Un romanzo avvincente, in bilico tra verità e leggenda, che tenta di fare luce su uno dei personaggi più controversi e affascinanti di tutti i tempi. La Woolfolk Cross ci ricorda in nota finale che il papato di Giovanna fu riconosciuto fino alla metà del XVII secolo. Dopodiché la chiesa cattolica fece di tutto per cancellare questa sconveniente figura femminile all’interno di qualsiasi storiografia ufficiale. Tra le obiezioni successive circa la sua reale esistenza: l’assenza di riferimenti nei documenti contemporanei e la mancanza di un periodo di tempo sufficiente perché il papato di Giovanna potesse avere luogo, tra la fine del regno del suo predecessore Leone IV e l’inizio del suo successore Benedetto III. La diatriba è lunga e complicata; d’altra parte se questa vicenda contiene del reale, si è dispiegata durante un secolo particolarmente buio e stracolmo di censure. Non ci resta che avventurarci nell’intreccio tutto sommato gradevole, seppure ostacolato da una sovrabbondanza di nomi e fatti estrapolati dalla Storia, nonché da una scrittura (o forse semplicemente da una traduzione) non proprio in stato di grazia. La papessa Giovanna, per chi volesse passare dal libro al cinema, è stato un discreto successo nel 1972 quando Michael Anderson portò il film nelle sale insieme alla strepitosa Liv Ullmann nel ruolo di Giovanna. La papessa (titolo originale: Die Päpstin) è invece la versione più recente, uscita a giugno scorso, direttamente tratta dall'omonimo romanzo di Donna Woolfolk Cross e diretta da Sönke Wortmann.
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