La spia di Dio

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La spia di Dio

Roma, 2005. Giovanni Paolo II si è appena spento, gettando nello sconforto milioni di fedeli. La Città Eterna è invasa da pellegrini provenienti da tutto il mondo e da centinaia di troupe televisive. Paola Dicanti, giovane profiler formata alla scuola dell'FBI e responsabile del Laboratorio di analisi del comportamento della UACV (Unità Analisi del Crimine Violento) si trova assegnata a un caso di importanza mondiale: qualcuno sta massacrando i cardinali chiamati a Roma per il Conclave che dovrà eleggere il nuovo papa. Già due cadaveri con gli occhi cavati e le mani mozzate sono stati rinvenuti, e la Gendarmeria Vaticana, che in un primo momento ha tentato di coprire i delitti, ha chiesto aiuto alla Polizia. Nemmeno il tempo di fare le prime ipotesi, che appare sulla scena un misterioso sacerdote statunitense ex ufficiale dell'intelligence militare, Anthony Fowler, che rivela a Paola l'identità dell'assassino: si tratterebbe di Viktor Karoski, un prete serial killer già internato anni prima in un segretissimo centro di rieducazione per sacerdoti pedofili. Ma qual è il piano di Karoski, come sceglie le sue vittime e dove si nasconde? Il tempo stringe, e occorre fare in fretta prima che l'assassino torni a colpire...
Il thriller lateranense è divenuto ormai uno dei tòpoi della letteratura moderna, piaccia o non piaccia (a noi piace, dai tempi di Morris West). Ma questo romanzo non si limita a reiterare un canovaccio usurato e senza sorprese, anzi. Tralasciata qualsiasi tentazione millenaristica, è la fredda cronaca nera che qui conquista la scena. Tanto acerbo nella prosa - chiarezza e fruibilità sono valori importanti (e forse anche scelte di campo), ma abdicare a qualsiasi spunto stilistico originale ci pare troppo - quanto coraggioso nella scelta delle tematiche affrontate, il romanzo d'esordio del giovane giornalista spagnolo Juan-Gòmez Jurado La spia di Dio gira il coltello nella piaga purulenta degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti cattolici, ed è per questo destinato a suscitare più di un mal di pancia in un Vaticano che pare invero impegnato più a negare l'innegabile e a insabbiare che ad affrontare con coraggio questo problema. Senza contare che nelle pagine finali, che raccontano gli ultimi istanti del Conclave e l'elezione di papa Benedetto XVI, si adombra anche qualche ipotesi di trame politiche poco chiare. Cosa funziona: Viktor Karoski è una delle figure di villain più agghiaccianti degli ultimi anni. Cosa non funziona: nella Roma del romanzo strappano più di un sorriso topografia e toponomastica, 'creative' a dir poco.

Leggi l'intervista a Juan-Gòmez Jurado